In Valtrebbia è congelato il mercato delle case PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Giovedì 05 Marzo 2009 13:46

E' crisi, nerissima, sia per gli af­fitti che per le compravendite in Valtrebbia dove fino a poco tempo fa le case si vendevano e si acquistavano con meno affanni che in città. Ma adesso, la recessione che ha fatto crollare il mercato immobiliare a Ge­nova si è arrampicata lungo i paesi della valle dove ora la musica è cam­biata, a partire da Torriglia. «Un di­sastro - si sfoga Carla Beone, titolare dell'omonimo studio immobiliare di Torriglia, che si occupa di case in tutta la vallata - La crisi del settore è pesantissima, ed è arrivata anche qui, con un calo d'affari superiore al 20 per cento». Una situazione che aveva dato avvisaglie già un paio d'anni fa, facendo diminuire il mer­cato nelle piccole frazioni sempre più in fase di abbandono - ma che si è fatta drammatica proprio nei primi mesi del 2009. «I clienti sono sempre meno - spiega Carla Beone - Non conviene più come una volta acqui­stare una casa in Valtrebbia».

A Torriglia un appartamento di 100 metri quadrati, da ristrutturare, costa circa 1000 euro al metro qua­drato, che salgono fino a 1800 se l'ap­partamento è perfettamente a posto. Si scende un po' nei paesi più piccoli: a Fontanigorda, le case vengono va­lutate 1000-1100 euro al metro qua­drato, e una casetta indipendente di 80 mq con l'orto si può acquistare con 100 mila euro. «Sono comunque costi elevati - aggiunge Carla Beone - e la gente ci pensa bene: i posti sono bellissimi e tranquilli, ma c'è la di­stanza da Genova e il freddo dei mesi invernali. Quest'inverno, poi, prati­camente non ha mai smesso di nevi­care, e clienti qui ne abbiamo visti pochissimi, il maltempo li ha tenuti lontani, speriamo che con la buona stagione si muova qualcosa di più». Conviene sempre meno, dicono dall'agenzia immobiliare, comprare casa da queste parti, dove una volta l'affarone era dietro l'angolo, e consi­gliano i proprietari di tirare giù i prezzi. Altrimenti, il mercato resterà fermo chissà quanto.

E gli affitti? «Peggio che mai. Le ri­chieste ci sono, però, soprattutto per l'estate, ma i proprietari, affittano col bilancino. Ho affittato di recente un appartamento di 60 metri qua­drati a Torriglia per 350 euro al mese. Molti mi dicono che sistema­zioni simili agli stessi costi si trovano a Prato o a Molassana». Tendenza alla crisi che viene confermata anche da diversi sindaci della Valtrebbia, alle prese con una diminuzione co­stante dei residenti: «È innegabile -sostiene il sindaco di Rovegno, Pi­nuccio Isola - che qui in paese non viene più a vivere nessuno. Siamo fortemente penalizzati dalla di­stanza da Genova, con l'annoso pro­blema dell'ammodernamento della statale 45 che continua ad andare a rilento. E poi mancano i servizi di base, c'è un medico per cinque co­muni, i negozi chiudono e la crisi im­mobiliare è una delle tante conse­guenze di questa situazione disa­strosa».

È un po' meno catastrofico, ma co­munque molto preoccupato, il sin­daco di Fontanigorda, Giuseppe Rivanera: «Qui da noi - spiega il sin­daco - almeno in estate le case in af­fitto ai villeggianti non sono ancora in calo, ma le vendite sono quasi ferme. Diciamo la verità, siamo un po' abbandonati dalle istituzioni, noi che viviamo nei piccoli comuni mon­tani. E poi, vivere qui prevede costi alti che in passato non c'erano. Oltre ai servizi inadeguati, e alla distanza dal capoluogo, ci sono ad esempio i costi dell'acqua: da quando gli acque­dotti non sono più gestiti dai comuni i consumi sono triplicati. E ancora qualcuno si stupisce se in Valtrebbia nessuno compra più una casa?».


Mara Queirolo

(Articolo pubblicato su Il Secolo XIX del 05/03/09)

 

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