Rovegno e Propata: «Abbiamo risparmiato grazie ai volontari» PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Venerdì 06 Febbraio 2009 01:00

Sotto la neve pane, diceva una volta la saggezza contadina. Ma i tempi cambiano e sotto la neve, per i molti comuni della Valtrebbia, ci sono spese a non finire, che rischiano di dissan­guare i già non copiosi bilanci dei municipi. Quattro forti nevicate, più due o tre di scarsa entità, da novembre ad oggi, e le spese per lo sgombero delle strade sono salite alle stelle. «Una disastro - conferma il sindaco di Fontanigorda Giuseppe Rivanera - abbiamo calcolato una stangata di circa 15 mila euro per lo sgombero di strade e stradine del nostro comune. Molte strade che portano in piccolissime frazioni, dove magari vive soltanto una persona o due, abbiamo dovuto liberarle in fretta, e non senza difficoltà. Abbiamo anche avuto sfortuna, si sono rotte due piccole tur­bine. E temo che non sia ancora finita». Pinuccio Isola, sindaco di Rovegno ag­giunge: «Non è finita perché statistica­mente il mese di febbraio è quello che porta con sé le nevicate più abbondanti. Noi  abbiamo  calcolato  più  o  meno un'uscita di circa 20 mila euro a causa della neve, anche se non abbiamo ancora fatto un conto definitivo. Mi sono già mosso per chiedere alla Regione Liguria un finanziamento extra, ma abbiamo il bilancio in rosso, rosso fuoco». Le cose sono andate un po' meglio a Propata, come spiega il sindaco Sandra Della Ro­vere: «Qui abbiamo ridotto i costi, la spesa complessiva è all'incirca sui 3.000 euro. Ma voglio precisare che qui le strade sono quasi tutte competenza della Provincia, a parte quelle poche che ab­biamo sgombrato noi. E devo dire che ab­biamo avuto molto aiuto dai volontari, giovani e meno giovani, di Rovegno, che hanno contribuito allo sgombero della neve».

La situazione si fa più complessa scen­dendo di quota e arrivando a Bargagli, new entry della Comunità Montana Val­trebbia, dove il sindaco è seriamente pre­occupato: «Nevicate così, a Bargagli, ne avevamo viste ben poche - si la­menta Sergio Aveto - e solo per lo sgombero neve abbiamo calcolato un costo pari a 25 mila euro. Ma non è finita, perché le spese grosse sono quelle delle frane: ne abbiamo avuto un paio consistenti e altre tre o quat­tro più piccole, e per la messa in sicurezza dovremmo spendere almeno 200 mila euro. Per fortuna dovrebbero arrivare dei contributi dallo Stato e anche la Comunità Montana, tramite la Regione, dovrebbe stanziare qualcosa. Comunque, che inverno sciagurato!».

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 06/02/09)

 

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