Bici sui sentieri, nuove regole e più tutele per i privati PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Sabato 01 Luglio 2017 00:00

Mountain bikeTutelerà i proprietari dei terreni e regolerà in modo preciso lo svolgimento dell’attività ciclo escursionistica e di mountain bike nell’entroterra. Era attesa da anni: ora, finalmente, è arrivata. La nuova legge, approvata due giorni fa dal Consiglio regionale, va a modificare la cosiddetta “Rete di fruizione escursionistica della Liguria”, gettando le basi sul futuro di una disciplina in piena ascesa e di grande potenziale per il futuro turistico rivierasco. La grande novità sarà la possibilità di progettare e realizzare i cosiddetti Bike Park, ampie fasce collinari e montane riservate agli amanti delle due ruote. Attenzione, però: l’autorizzazione per la realizzazione e la modifica dei percorsi riservati a mountain bike e downhill (discesa libera in bici) verrà rilasciata esclusivamente dai sindaci dei Comuni competenti.
Il “pacchetto” di modifiche, forse decisivo per siglare la “pax” definitiva tra ambientalisti, amanti delle due ruote, escursionisti e amministratori, porta la firma della Lega Nord.
«Con l’approvazione della legge - confermano il capogruppo del Carroccio, l’imperiese Alessandro Piana, e il consigliere Alessandro Puggioni – si va a colmare un vuoto normativo che durava da anni. Ai proprietari dei terreni (che spesso e volentieri si sono lamentati per i raid impuniti di moto, bici e auto lungo le strade dell’entroterra della Riviera, ndr) verranno garantiti ulteriori diritti. C’era poi bisogno di regolamentare l’attività di ciclo escursionismo, anche in considerazione del crescente interesse per le nuove discipline e delle caratteristiche del nostro territorio. Queste attività sportiva, infatti, possono rappresentare un volano di crescita dell’economia e del turismo nella nostra regione».
Ma come funzionerà la nuova legge regionale? Prima di tutto verrà consentita la possibilità, per i proprietari o i conduttori dei fondi interessati, di poter esprimere il proprio eventuale diniego alla realizzazione dei percorsi riservati all’attività di mountain bike. Un diritto che sinora non era loro riconosciuto. A occuparsi della classificazione dei percorsi, prevedendo e fornendo la necessaria segnaletica, saranno Regione e Federazione Ciclistica Italiana. Previste sanzioni (da definire nella loro entità) per chi non rispetterà regole, limiti e divieti. Sarà anche resa obbligatoria la copertura assicurativa per i gestori e gli iscritti delle tante associazioni che praticano downhill e mountain bike nell’Imperiese. Il contratto, che coprirà gli eventuali danni agli utenti e ai terzi, sarà pregiudiziale per aprire al pubblico “Bike Park” e percorsi autorizzati per la discesa libera.
«Speriamo che la legge poti più chiarezza - auspica Angelo Viganò del Nava Freeride Park - oggi sui sentieri escursionistici vige troppa anarchia: segnaletica e controlli sugli abusi di auto e moto sono carenti».

Giorgio Bracco

http://www.ilsecoloxix.it/ (01/07/2017)
 

 

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