| Piccoli comuni, riparte la legge per aiutarli |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||
| Scritto da Marco Gallione | |||
| Mercoledì 06 Aprile 2011 00:00 | |||
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Roma. Torna la legge sui piccoli comuni. L'Aula della Camera ha approvato le disposizioni per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. Il testo riproduce sostanzialmente quelli già delle due precedenti legislature che però non sono mai diventati legge in quanto non sono stati approvati da entrambi i rami del Parlamento. Ora si spera, ha spiegato il relatore Massimo Vannucci (Pd) «che il Senato riesca a approvare questo tempo prima della fine della legislatura». Il provvedimento, su cui si è registrata la convergenza di maggioranza e opposizione, mira alla promozione e al sostegno delle attività economiche, sociali, ambientali e culturali svolte nell'ambito territoriale dei piccoli comuni, a tutelarne il patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico e ad adottare misure a vantaggio sia dei cittadini che vi risiedono, sia delle attività produttive, con riferimento, in particolare, al sistema di servizi territoriali, con l'obiettivo di stimolare e incrementare anche il movimento turistico. Il testo si riferisce ai comuni o frazioni con popolazione pari o al di sotto dei cinquemila abitanti; particolarmente a quelli che presentano dissesti o altre criticità.
(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 06/04/2011) Camera: ok bipartisan alla legge sui piccoli comuni Sono 5.835, rappresentano il 54% del territorio nazionale e ospitano circa 11 milioni di italiani. Questa in sintesi la fotografia dei piccoli comuni, quelli cioè con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, a favore dei quali ieri alla Camera è stata approvata all'unanimità una legge bipartisan, con primi firmatari Ermete Realacci del Partito Democratico (PD) e Maurizio Lupi del Popolo delle Libertà (PdL), sottoscritta da oltre 100 parlamentari di tutti gli schieramenti.
La legge punta a fornire gli strumenti necessari per la valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale dei comuni attraverso una serie di misure per il sostegno delle attività economiche, agricole, commerciali e artigianali dei centri con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Per questo punta ad assicurare la qualità e la presenza di servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, ma anche interventi per il recupero dei centri storici e a tutela del patrimonio ambientale. I comuni potranno promuovere i prodotti tipici locali anche attraverso la cartellonistica stradale, sono inoltre rese più semplici le procedure di cessione di beni immobiliari demaniali a favore di attività e organizzazioni del mondo del non profit. Tra le misure previste dalla legge anche la promozione della cablatura e della banda larga nonché la possibilità di registrare la nascita di un bambino nel comune di residenza anche se il parto è avvenuto in un ospedale diverso della regione. "In un momento in cui il livello dello scontro tra maggioranza e opposizione è altissimo - commenta Ermete Realacci, responsabile 'green economy' del PD - dal Parlamento arriva un segnale positivo per il paese. È una legge molto attesa, non perché da sola possa essere risolutiva dei problemi aperti, ma perché indica con chiarezza una direzione ed una politica: considerare i piccoli comuni non un peso per il nostro paese, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e costruire il futuro”. Per il nostro paese si tratta, insomma, la legge costituisce un’opportunità decisiva per entrare con la sua identità nei mercati globalizzati. "Ci auguriamo – conclude Realacci - che il Senato concluda rapidamente l'iter di approvazione perché questa legge potrà essere uno strumento importante per un processo di valorizzazione della piccola grande Italia".
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