 Il tavolo dei relatori al 1° forum della Val Trebbia |
Sabato 18 settembre, nell’accogliente palestra comunale di Ottone, si è tenuto il 1° Forum dell’Alta Val Trebbia avente come tema “Val Trebbia, il futuro di una valle”. Gli onori di casa sono stati fatti dai promotori e organizzatori del forum, il sindaco di Ottone Giovanni Piazza e dal sindaco di Gorreto Sergio Capelli. Il tavolo dei relatori era nutrito e qualificato: oltre ai sindaci organizzatori erano presenti l’assessore alla viabilità della Provincia di Genova, Piero Fossati, l’assessore alle infrastrutture della Regione Liguria, Enzo Chiesa, il presidente del consiglio provinciale di Piacenza, Roberto Pasquali, il senatore Giorgio Bornacin. Purtroppo numerose le assenze di importanti autorità politiche che erano state invitate: il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, il presidente della Provincia di Piacenza, Massimo Trespidi. Numeroso il pubblico intervenuto. Giovanni Piazza, assumendo il ruolo di moderatore del forum, ha accennato ai principali temi che sarebbero stati trattati: il problema della Statale 45, il rilancio del turismo, il frazionamento del territorio in piccoli comuni, la necessità di agevolazioni fiscali per chi opera in zone disagiate, quindi ha lasciato la parola ai rappresentanti politici intervenuti.
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Enzo Chiesa, Assessore regione Liguria Chiesa ha parlato dell’importanza di accorciare i tempi necessari per raggiungere l’entroterra partendo dalla zona costiera e quindi di unire i territori per renderli più forti. A questo scopo sono stati stanziati 40 milioni di Euro per ANAS per la viabilità del tratto ligure della Statale 45. Per ridare vitalità a territori per troppi anni dimenticati si prevede di realizzare dei pacchetti turistici in occasione dell’Expo 2015. Chiesa ha sottolineato la necessità di rivedere gli studi di settori che attualmente equiparano le nostre zone ad altre quali la Val d’Aosta e il Trentino le quali però vivono sul turismo. Infine ha sottolineato il fatto che, dopo anni di spopolamento, comincia a esserci un ritorno all’entroterra soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura la quale potrebbe essere un importante mezzo per il rilancio futuro. Roberto Pasquali, Presidente del Consiglio Provinciale di Piacenza. Pasquali ha sottolineato come il forum non debba coinvolgere solo l’Alta Valle ma tutta la valle. In passato sono state perse molte opportunità come ad esempio nel 1922 non è stata voluta la ferrovia in Val Trebbia e fare un mea culpa per quelle perse negli anni d’oro (anni ’70). Pasquali non crede nelle comunità montane perchè ritiene che un ente o funziona o si chiude, troppo spesso i soldi che arrivano alle comunità montane poi vanno ai comuni. Nota con dispiacere la presenza tra il pubblico di un esponente dell’ANAS ligure mentre manca chi rappresenti quello emiliano; sottolinea come quando la Statale 45 era sotto il compartimento di Genova la manutenzione funzionasse mentre adesso per il compartimento di Bologna questa strada è l’ultima dell’Emilia. Bisogna ricordarsi che se si blocca una strada (vedi il ponte di Lenzino) si blocca l’economia di una valle. Secondo Pasquali l’unica speranza per la valle è il federalismo che permetterebbe di mantenere i soldi all’interno del territorio. Infine un augurio che questo forum non produca solo parole che con il passare del tempo si dimenticano. Piero Fossati, Assessore Provincia di Genova Fossati si augura che il forum abbia in futuro una sua continuità. Dopo Gorreto la Statale 45 è paragonabile a una strada comunale e l’assessore non si spiega come mai se dalle comunità arrivano delle proteste gli amministratori non le recepiscano: piccole cose fatte assieme possono produrre grandi cose, ad esempio per il tratto ligure della Statale i lavori sono stati fatti perché si sono fatti parecchi incontri tra amministratori e comunità. Secondo Fossati i primi a non credere nelle iniziative sono alcuni sindaci che invece di richiedere interventi su ampia scala si accontentano di piccoli interventi nel comune di loro competenza. Conclude quindi dicendo di abbandonare il campanilismo, di unire i principali servizi e di avere più voglia di lavorare assieme. Giorgio Raciti, Associazione La Goccia L’Associazione La Goccia è un gruppo di cittadini di Bobbio che lavora per la comunità. Negli anni 70/80 la valle era piena di vita, oggi meno. C’è però voglia di tornare a una vita naturale ma i servizi latitano o sono superati. Una svolta si può ottenere in fase di progettazione: potenziare i servizi e migliorare la qualità dell’offerta eventualmente ricorrendo alla tecnologia che può essere utile per la valle. Infine Raciti suggerisce di agevolare un'economia di tipo non invasivo. Avv. Francesco Penna, Volontari del Soccorso Alta Val Trebbia L’avvocato Penna vuole presentare un progetto concreto che superi i campanilismi. I Volontari del Soccorso Alta Val Trebbia hanno accorpato una parte delle pubbliche assistenze dell’alta valle ligure e adesso stanno progettando la creazione di un polo socio-sanitario con ambulatorio per il medico di zona, per la guardia medica e per specialisti che possano essere presenti alcuni giorni alla settimana, biblioteca. L’associazione ha già ottenuto un immobile dal comune di Rovegno. Per realizzare tutto ciò necessitano 300.000 euro e Penna si augura che il centro possa avere gli aiuti necessari per potere essere messo al servizio degli utenti della valle. Dopo questo intervento il Sindaco Piazza sottolinea l’importanza del volontariato che spesso permette di risolvere problemi senza dovere aspettare che si muovano le istituzioni. Dott. Raffo, Presidente del comitato per la S.S. 45 Il Dott. Raffo spiega che il comitato è nato nel 2001 e che ultimamente ha raccolto oltre 1500 firme a favore dell’ammodernamento della statale. Sottolinea come sia necessario un coordinamento e prendere contatti con ANAS per realizzare progetti: presentando progetti sicuramente prima o poi qualcuno verrà finanziato. Raffo sostiene che più del futuro è necessari parlare del presente perchè in passato non si è concluso molto. Ammodernare la statale permetterà lo sviluppo della valle. Secondo il Dott. Raffo i principali interventi da fare sono: nella parte ligure mettere a posto il tratto di Costamaglio, tratto Valsigiara-San Salvatore dove vi sono 19 km pericolosi e che percorrono lentamente. Per il tratto Valsigiara-Marsaglia esiste un progetto, ancora rimasto nel cassetto. Un progetto da 5 milioni per il tratto San Salvatore-Marsaglia è stato bocciato dal comune di Cortebrugnatella. Comunque il tratto che richiede l’intervento più urgente è Valsigiara-Ponte Lenzino. Conclude sottolineando come sia necessario che i comuni debbano essere uniti per proporre e realizzare progetti perchè se si vuole partire gli strumenti per farlo ci sono, bisogna evitare che la Val Trebbia diventi un canyon deserto ma una valle viva e vitale. Avv. Elvio Varni, Sindaco di Fascia Secondo Varni è necessario prendere coscienza e cambiare mentalità altrimenti non si può parlare di sviluppo quindi si devono riscoprire le nostre capacità di portare avanti delle iniziative. Il sindaco annuncia che in primavera verrà aperto l’osservatorio astronomico di Casa del Romano e propone la realizzazione di un parco naturale delle 4 regioni. Infine dice di non essere d’accordo con il sindaco Piazza sull’accorpamento dei piccoli comuni. Marco Rossi, Sindaco di Bobbio Il sindaco afferma che si devono superare le logiche dei singoli comuni e che i problemi che interessano tutti vanno affrontati insieme creando una massa critica, solo in questo modo è possibile trovare un sistema per agevolare la nascita di soluzioni utili. Secondo Rossi le province e le regioni devono farsi interpreti di quella che è la vocazione di un territorio senza generalizzare ma sfruttandone le peculiarità. Forse il federalismo potrà aiutare ma è necessario condividere gli obiettivi. Massimo Poggi, sindaco di Coli Secondo Poggi solo organizzandosi e ragionando tutti insieme si può realizzare qualcosa, in valle ci sono situazioni che ci accomunano e allora bisogna lavorare insieme per arrivare a delle soluzioni. Poggi non condivide le critiche alle comunità montane perché riuniscono e aggregano i comuni, ma devono funzionare. In altre zone ci si unisce in comprensori, senza confine comunale e provinciale, con passioni comuni, al di là delle differenti norme regionali e provinciali. L’assistenzialismo non è un modo di amministrare ma bisogna sfruttare le proprie forze e le proprie ricchezze incentivando i cittadini a sviluppare idee e progetti. Roberto Costa, Presidente Parco Naturale Regionale dell’Antola Costa afferma che il Parco dell’Antola lavora per progettare: il nuovo rifugio, il centro di turismo equestre di Torriglia per il quale necessita la preparazione di nuove ippovie, l’osservatorio astronomico di Casa del Romano per il quale entro fine anno dovrebbe arrivare il telescopio, inaugurazione prevista in primavera, il progetto di navigabilità del Brugneto e per concludere il progetto della Via del Mare che, in previsione dell’Expo 2015, intende realizzare un collegamento ciclopedonale da Milano a Portofino. Per quanto riguarda la viabilità e i trasporti Costa fa notare che dopo avere migliorato le strade dell’entroterra bisogna eliminare le strozzature che si creano a Genova rallentando l’accesso alla Valle. Il Presidente del Parco Antola evidenzia anche la necessità di alleggerire la burocrazia con leggi adatte a zone come la nostra ed eventualmente fare uno statuto speciale per tutto l’Appennino individuando le aree che hanno bisogno di svilupparsi in quanto c’è un’identità che va sostenuta e sviluppata. Roberto Lucà, Associazione Ottonese XXV Aprile Secondo Lucà in piccole comunità l’amministratore, da solo, non può fare nulla. Se il territorio della Val Trebbia è ancora incontaminato forse è dovuto anche al fatto che la statale è così malridotta. Prima di ragionare su prospettive e sviluppo della valle bisogna chiedere a chi ci vive di che cosa ha bisogno, stabilire cosa ci vuole e cosa non ci vuole. E’ necessario preservare il territorio, se non si coltiva più è anche perchè sono spariti i finanziamenti. Favorire la filiera corta, i nostri prodotti vanno fatti e lavorati qui in valle Roberto Parodi, Direttore Confapi Liguria Le risorse della Liguria non sono solo sulla linea del mare ma anche nell’entroterra. Esistono opportunità e iniziative ma le imprese, da sole, non fanno sistema per cui devono collaborare ed essere unite per poter dire la loro e potere agire nel territorio. Infine Parodi evidenzia la necessità di risolvere i problemi della viabilità per favorire l’insediamento delle imprese. Luisa Malagoli, proprietaria del castello di Ottone La famiglia Malagoli ha acquistato il castello di Ottone circa 170 anni fa. Luisa Malagoli vive a Roma ma è sempre stata legata alla valle e fa notare che molti turisti sono stranieri, da qui la necessità di farla conoscere anche in Europa. La signora Malagoli fa notare come Bobbio abbia salvato la città con uno splendido restauro urbanistico, senza dimenticare le basi culturali, diversamente da Ottone dove negli anni scorsi sono state distrutte zone medioevali. Luisa Malagoli annuncia l’intenzione della sua famiglia di mettere a disposizione il castello di Ottone affinché possa essere inserito nel circuito dei castelli del piacentino e visitato dai turisti: ad esempio al suo interno vi sono prigioni risalenti a prima dell’anno Mille, usate fino alla prima Guerra Mondiale. L’Assessore Piero Fossati prende nuovamente la parola poiché deve lasciare il forum per altri impegni. Fossati dice che è necessario fare un tavolo di lavoro con province, regioni e ANAS, dopo il quale fare un incontro con i comuni per risolvere i problemi della statale. Forse ancora alcuni comuni non hanno ancora capito cosa vuole dire sussidiarietà e sono troppo campanilisti. Il Consiglio Provinciale di Piacenza dovrebbe sollecitare la regione Emilia Romagna a stringere i tempi per riaprire il dibattito perchè è impossibile che ANAS dica che non ci sono soldi per la statale. Bisogna smuovere chi da questo genere di risposte, fare dei gruppi di lavoro per ogni settore che può dare contributi per la rinascita della Val Trebbia. Daniela Segari, Presidente Pro Loco di Torriglia. Daniela Segari annuncia che con estrema probabilità verrà realizzata una puntata di Linea Verde sulla Val Trebbia. Uno dei principali problemi che è emerso nella gestione del turismo in valle è la mancanza di infrastrutture e ricettività. I proprietari di alloggi da affittare devono capire che il turismo non è più quello di un tempo e sempre più spesso c’è richiesta di una sistemazione per un breve periodo di tempo. E’ necessario quindi cambiare la mentalità delle persone per aumentare la ricettività. Claudio Gottardi, imprenditore Per Gottardi la Statale 45 è pessima ma anche in altre zone vi sono strade brutte, il problema è la promozione. Non si devono commettere errori: salvaguardare le case in pietra per favorire la valorizzazione della zona, dare al turista che attraversa la valle la possibilità di fermarsi creando aree di sosta, piazzuole panoramiche, aree per camper, accessi al fiume segnalati. In questo modo acquisirebbero valore anche i beni immobiliari. I comuni dovrebbero incentivare la ristrutturazione degli immobili secondo la tradizione. Infine è necessario segnalare in maniera più adeguata ed evidente le strutture ricettive della valle. Paolo Bianchini, consigliere provinciale Bianchini concorda con Roberto Costa sulla necessità di adeguare la viabilità a Genova per permettere un accesso più rapido alla valle. A questo proposito ritiene utile anche la costruzione della gronda che avvicinerebbe la Val Trebbia alle grandi arterie stradali. Aldo Speroni, Consorzio Forestale Alta Val Trebbia Speroni esprime la necessità che la valle non punti solamente sul turismo, ma che valorizzi anche il patrimonio forestale cercando di riunire i proprietari di boschi sia per un migliore mantenimento degli stessi sia per la produzione di legname. E’ necessario fare delle leggi che aiutino chi lavora con il patrimonio forestale: creare strade accessibili ai trattori, realizzare isole ecologiche dove raccogliere i rifiuti, creare aree per accatastare il legname, eliminare la tassa (in Liguria) per i passi carrabili di accesso ai boschi, tornare al riscaldamento a legna invece che a gasolio, tenere in ordine le strade comunali. Paolo Putti, operatore sociale Cooperativa Cosset Paolo Putti quattro anni fa ha chiesto carta bianca per realizzare degli incontri fra ragazzi della Val Trebbia. Da questi incontri sono emersi questi punti: Rassegnazione: i giovani vedevano nel loro futuro solamente l’andare via dalla valle Risorse: l’ambiente e l’amore per il territorio. Rendere: non è possibile che tutto debba rendere, l’obiettivo è la qualità della vita non il ritorno economico, i servizi devono essere considerati investimenti, non spese. Rappresentazione: costruire uno scenario per la Val Trebbia prevedendo come sarà la valle e lavorare per quello. Infine Putti chiede alle autorità presenti che fine abbia fatto il Piano di sviluppo locale per la Val Trebbia. Valeria Spagnolo, Comunità Montana Alte Valli Trebbia e Bisagno Valeria Spagnolo afferma che lo sviluppo del territorio passa attraverso lo sviluppo dei servizi. Le esperienze positive quali i servizi sociali e il trasporto pubblico e scolastico non possono scomparire. Chiudere le comunità montane significa fare scomparire tutto questo e se, con la chiusura della Comunità Montana, i servizi sociali vengono spostati a Bargagli e verranno a cessare i servizi quali il tarsporto pubblico ci sarà un danno enorme per tutti gli utenti della valle. Antonio Denti, Confapi Liguria Denti sostiene che non ci può essere sviluppo senza le infrastrutture perchè un imprenditore che vuole investire desiste davanti alla loro mancanza che rallenterebbe un processo di sviluppo che potrebbe portare ricchezza. Secondo Denti nascono troppi comitati contro qualsiasi iniziativa che si vuole intraprendere. Conclude invitando a mettere da parte gli egoismi e a investire sui giovani, ci sono immense potenzialità da sfruttare. Gian Marco Rancati, Comitato di difesa Trebbia, Nure, Aveto Rancati dice che parlando di futuro della Valle non si può non parlare del fiume Trebbia. Il Comitato ha lottato contro progetti che avrebbero ridotto il fiume Trebbia senz’acqua. Ma i fiumi non sono minacciati solo dall’idroelettrico ma anche dal prelievo della ghiaia dei greti e dalle captazioni: abbiamo avuto due inverni con abbondanti nevicate e piogge ma nel fiume non c’è acqua a causa di captazioni sia autorizzate che abusive. Senza il rispetto di un bene comune come l’acqua non c’è rispetto per lo sviluppo sostenibile della valle. Leopoldo Bolliger, Associazione Convivio L’Associazione Convivio ha presentato un progetto per il recupero delle case cantoniere dell’ANAS. Bolliger afferma che è necessario creare un tavolo a livello provinciale, gestito da terzi, per mettere assieme le istituzioni e le parti sociali per portare avanti i progetti e per cercare di mettere a sistema e dare le priorità alle iniziative per la valle. Gino Garibaldi, Consigliere Regione Liguria Garibaldi sostiene che dal forum deve uscire un progetto ben definito e che va portato avanti a lotti funzionali. E’ compito poi dei rappresentanti delle istituzioni accogliere le istanze e portarle avanti perchè è ciò che la gente che li ha eletti gli ha chiesto di fare. Servono leggi che non siano globali ma siano per le vallate e che centrino i problemi della valle. Sergio Capelli, Sindaco di Gorreto Capelli sottolinea la necessità di unire i piccoli comuni che diventerebbero delegazioni di un unico comune. Bisogna che le istituzioni di tutta la valle si accordino per incentivare l’insediamento di attività artigianali ed economiche; per favorire la creazione di queste attività bisognerebbe trovare un prodotto di vallata: formaggi, salumi, frutta. Capelli fa poi un appello alle istituzioni affinché si diano da fare per interrompere l’agonia della valle. Infine lancia due proposte per incentivare il turismo e l’economia: creare una pista da sci sul monte Alfeo servita da una seggiovia e sfruttare i boschi abbandonati da Bobbio a Torriglia per ottenere del cippato. Giorgio Bornacin, Senatore della Repubblica Anche Bornacin mette in evidenza l’importanza delle infrastrutture che sono fondamentali per lo sviluppo della valle per cui è importante lavorare per crearle, potenziarle e renderle funzionali, ma non si può pensare che i soldi per realizzarle debbano sempre arrivare dallo stato ma bisogna coinvolgere anche i privati. Quindi il senatore promette che si adopererà per organizzare una riunione dei sindaci della valle con esponenti dei Lavori Pubblici. Infine Bornacin dice che non si può parlare di modello di turismo ma di modelli, non di turismo ma di turismi. Non c’è più un unico turismo ma turismi di vario tipo: storico, culturale, enogastronomico, sportivo, bisogna quindi che la valle identifichi quali di questi possano essere sfruttabili. Massimo Castelli, Comunità Montana Appennino Piacentino Castelli afferma che manca una politica per la montagna, è una minoranza che non ha voce in capitolo. Oggi non ha senso parlare di comuni montani, anche Cortina d’Ampezzo è un comune montano, ma bisogna parlare di comuni marginali, comuni che non hanno le stesse possibilità dei grandi centri turistici e che invece devono sottostare agli stessi studi di settore. Inoltre è necessario sostenere e incentivare l’agricoltura nei nostri territori perchè secondo Castelli senza agricoltura non ci può essere turismo. Infine è necessario sfruttare l’occasione dell’Expo 2015 per avvicinare Genova e Milano tramite l’ammodernamento della Statale 45. Intervento finale dell’Assessore Enzo Chiesa Per Chiesa dal forum è emerso che il territorio della Val Trebbia deve far sistema per potere ottenere dei risultati che gli permettano di risolvere i vari problemi. Per rilanciare un territorio ci vuole un'idea che attragga, un prodotto tipico, un evento importante. Per quanto riguarda il futuro delle comunità montane Chiesa afferma che non ci sono più risorse per farle funzionare, inoltre dice di non essere d’accordo sull’accorpamento dei comuni, meglio allora togliere le province. In merito al trasporto pubblico l’assessore afferma che la Regione è in alto mare su dove fare i tagli, in montagna il trasporto pubblico è indispensabile ma ci sono finanziamenti fermi dal 1998. Per quanto riguarda il Piano di Sviluppo Locale c’è un’indagine in corso della magistratura in seguito alla quale l’Unione Europea ha bloccato i finanziamenti, bisognerebbe fare un bando per un nuovo piano. Per quanto riguarda i turismi Chiesa afferma che è importante esaltare le specificità, recuperare il patrimonio immobiliare e diversificare l’offerta turistica. Per quanto riguarda i boschi, la Regione Liguria fino al 2005 non aveva un programma forestale e ora è necessario utilizzare la filiera corta del bosco e sottobosco. Intervento finale di Roberto Pasquali Per quanto riguarda la Statale 45 Pasquali sostiene che non sono producenti le iniziative isolate ma che bisogna avere un programma comune, anche organizzando iniziative clamorose purché unitarie. Per quanto riguarda invece il fiume Trebbia sostiene che ogni comune deve avere la possibilità di gestire il proprio tratto di fiume e che comunque non ritiene dannoso l’imbrigliamento di alcuni affluenti che permetterebbe di trattenere acqua nel periodo invernale per rilasciarla in estate quando il fiume ha meno acqua. Intorno alle 18 Giovanni Piazza chiude il forum tracciando un bilancio più che positivo della giornata durante la quale sono emersi diversi argomenti sui quali lavorare per dare una svolta decisiva allo sviluppo della Val Trebbia e alla risoluzione dei problemi.
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