Dal Tribunale di Roma: "no" definitivo alla centralina di San Salvatore PDF Stampa E-mail
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Rassegna stampa - Centrale idroelettrica a San Salvatore
Scritto da La Trebbia   
Mercoledì 20 Luglio 2016 21:39
San Salvatore La centralina di San Salvatore non s'ha da fare. A dirlo è anche il Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma che, riunito in Camera di Consiglio, nei giorni scorsi si è espresso sul ricorso presentato nel 2014 dall'ingegner Flavio Friburgo, promotore del progetto, contro il provvedimento di diniego adottato dalla Conferenza dei servizi al termine della procedura di valutazione dell'impatto ambientale (Via).
A due anni di distanza, l'organo della magistratura che è giudice di ultima istanza perché decide in unico grado - ha confermato la piena legittimità dell'operato delle pubbliche amministrazioni, dal comune di Bobbio alla Provincia, dalla Regione alla Soprintendenza, che avevano bocciato la proposta di un impianto idroelettrico proprio a livello degli affascinanti meandri del Trebbia, per i quali sta ora avanzando l'ipotesi di una candidatura a Sito patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Il Tribunale ha quindi rigettato su tutta la linea le tesi sostenute da Friburgo, secondo il quale la valutazione di impatto ambientale sarebbe stata di competenza non della Provincia, bensì del Ministero dell'Ambiente; non si sarebbe trattato di realizzare una nuova opera di sbarramento, ma solo del ripristino di quella un tempo esistente e se ne sarebbero comunque mitigate le conseguenze sull'ambiente circostante. Grande soddisfazione per l'esito del ricorso è espressa da Paola Gazzolo, assessore all'ambiente dell'Emilia-Romagna, che da subito aveva portato la Regione a costituirsi in giudizio contro le argomentazioni dell'ingegnere genovese. «Questa sentenza è la vittoria di tutti i piacentini - commenta - San Salvatore rappresenta un patrimonio ambientale e sociale unico, da salvaguardare. Una tutela già assicurata dalle norme fissate dalla Regione, d'intesa con gli enti locali, in tema di energie rinnovabili con il divieto di realizzare impianti idroelettrici lungo le aste principali di Trebbia, Aveto ora quelle garanzie hanno trovato conferma anche da parte della magistratura. Di fatto -conclude- la decisione del Tribunale delle acque pone la parola fine su tutta questa vicenda». Un giudizio condiviso da Luca Quintavalla, consigliere provinciale con delega all'ambiente. «La Provincia ha giocato un ruolo importante in questa partita e il giudizio reso evidenzia la correttezza del loro operato», sostiene. Al coro di voci entusiaste si aggiunge quella dell 'avvocato Umberto Fantigrossi che, con Legambiente nazionale, è intervenuto nella causa come ricorrente incidentale. «Finalmente possiamo considerare chiusa questa vicenda - commenta - Siamo assolutamente felici perché San Salvatore è il cuore della Valtrebbia ed è stato salvato». «Questo risultato -gli fa eco Fabrizio Binelli — è frutto di un'azione comune tra cittadini e istituzioni». Ora che l'ipotesi centralina è definitivamente bocciata, per Legambiente «si apre fortunatamente la strada per una totale riqualificazione dei meandri». «La proponiamo da tempo e la Regione ha già detto si - conclude Binelli - Dopo il giudizio del Tribunale ci sono le condizioni per andare avanti».

(Articolo tratto dal N° 25 del 14/07/2016 del settimanale “La Trebbia”) (Fotografia di Sandro Mascioli)

 

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