San Salvatore, patrimonio salvato PDF Stampa E-mail
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Rassegna stampa - Centrale idroelettrica a San Salvatore
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 20 Giugno 2013 00:00

Risalita Curiasca

Sentire il fiume respirare. Guardarlo non dall'alto, dalla statale 45, ma dalle sue rive e dai suoi sassi, anche se fanno male ai piedi. Perché ogni sasso, nei meandri di San Salvatore, studiati da geologi ed esperti delle università di tutta Europa, ha una storia da raccontare. La terza edizione de "Il richiamo del Trebbia", nonostante il maltempo, ha cercato di raccontare a turisti, cittadini e famiglie le storie di questo fiume, attraverso giochi per bambini, lezioni a cielo aperto, escursioni e gite. «Abbiamo risalito il torrente Curiasca con i pescatori della Fipsas e la biologa Giuliana Cassizzi per conoscere l'ecosistema dei nostri affluenti - commenta Laura Chiappa, presidente di Legambiente Piacenza -. Se la Conferenza dei servizi avesse approvato il progetto di una centralina idroelettrica a San Salvatore il lago che si sarebbe formato avrebbe allagato e distrutto la parte finale di questa meraviglia».
Una cinquantina le persone che hanno deciso di avventurarsi lungo il fiume, mentre più di duecento sono stati gli appassionati che hanno trascorso la serata di sabato a San Salvatore: «Un'esperienza suggestiva, tutti i presenti hanno ballato sull'aia, accompagnati dall'ensemble San Michele e con musica delle Quattro Province, piffero e fisarmonica - prosegue la Chiappa -. È stata una festa bellissima, popolare, giusto coronamento della vittoria del territorio nei confronti del progetto di idroelettrico nei meandri di San Salvatore. Ora aspettiamo solo la data ufficiale della conferenza dei servizi perché il progetto sia ufficialmente bocciato».
Nei giorni scorsi decine di persone hanno visitato anche le grotte di San Michele, l'eremo fondato da San Colombano nel 615 dopo Cristo, situato sotto una spelonca, in una zona solitaria della Curiasca di San Michele nel   comune   di   Coli, poco distante da Bobbio. Secondo una leggenda devozionale fu quello il luogo della morte di San Colombano, patrono di Bobbio, avvenuta il 23 novembre  del  615.   E per coloro che hanno preferito non avventurarsi nei sentieri dell'alta Valtrebbia non sono mancate occasioni di scoperta del fiume nel borgo di San Salvatore, dove il docente Giuseppe Marchetti ha tenuto una lezione di geologia sulla finestra tettonica di Bobbio: «L'obiettivo è stato quello di far capire cosa abbia significato nella storia lo sprofondamento di un millimetro all'anno della Valtrebbia - ha detto Marchetti -, dimostrando come la zona tra Confiente e Barberino risponda ad almeno quattro delle dieci condizioni che l'Unesco chiede per il riconoscimento di un territorio a  "Patrimonio dell'Umanità". Questi meandri sono davvero unici».
Durante il giorno, in giro per il paese e sul greto, si è esibita la Fonc (Fanfara obbligatoria non convenzionale), con ottoni e percussioni. Al pomeriggio, il Canoa Club di Bobbio ha dato lezioni ai più piccoli. Giochi per bambini anche a cura di "Chicercacrea".
L'evento patrocinato dal Comune di Bobbio è stato organizzato dall'Osservatorio permanente sulla Valtrebbia, nato dall'unione di No Tube, La Goccia di Bobbio, Ottone XXV aprile, Legambiente e Sports in Open Space.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 24 del 20/06/2013 del settimanale “La Trebbia”)

 

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