Cristiano Nobile, apicoltore con 500 alveari non ha dubbi: i migliori sono quelli di Zerba PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Zerba
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 25 Marzo 2021 17:01

Cristiano Nobile

Faceva il meccanico a Voghera, ma un giorno si è tolto la tuta blu per lavorare in un’altra fabbrica, quella delle api, cui ogni mattina dà un saluto carico di riconoscenza. Cristiano Nobile conta cinquecento alveari, tra i quali non ha dubbio quale sia il migliore: «Zerba, senza dubbio».
Tra le buone ragioni per curare le api a Zerba, c’è il sole che alle 7 del mattino già dà luce, «e le temperature, qui sono più calde che altrove in Alta Valtrebbia», per non parlare poi della botanica, «me lo spiegò un illustre botanico svizzero che stava a Santa Maria di Bobbio, mi disse che a Zerba ci sono fiori rarissimi», campanule bianche e nere come fossero scacchiere ad esempio, ma anche pietraie particolari, come certe rocce nere da cui si ricavava il borotalco.
Nobile ha sparso altri alveari in giro per la valle, nei pressi del ponte Lenzino, ma anche a Brallo nel Pavese, «e le api per fortuna stanno bene», precisa, sottolineando come si veda a colpo d’occhio se sono in salute.
La passione color miele ha contagiato – finalmente almeno un contagio dolce - anche il sindaco Piero Rebolini, che vedendo Cristiano al lavoro ha provato quest’anno a fare i suoi primi vasetti di miele: voto dieci, dice chi lo ha assaggiato. «A Zerba tra aprile e maggio fiorisce il timo selvatico, è buonissimo, per questo il miele di Zerba è così riconoscibile al gusto», precisa Cristiano, che ha nel sangue la passione per le api, «il fratello del mio bisnonno le aveva già», sottolinea, lui che ha origini piacentine e il papà era di Montarsolo, comune di Corte Brugnatella.
Quando è finito a Zerba, ha capito che lì gli alveari sarebbero stati in una cassaforte naturale: «La gente è gentile, io qui a Zerba sto davvero bene, e non mi prenda in giro ma sono convinto che se sto bene io anche le api stanno bene», sorride. «Questo è un borgo di pace, un incanto. Ora nevica, ma alle api non dà fastidio. Piuttosto mi preoccupa di più la situazione in pianura, a Piacenza, dove ci sono alberi in fiore ma non vedi su di loro nessuna ape. Questo è preoccupante».

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal n° 11 del 25/03/2021 del settimanale “LaTrebbia”)

 

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