Cerreto. Ma perché quel divieto di transito deve durare tutto l’anno?
Rassegna stampa -
Zerba
Scritto da Massimo Malaspina
Giovedì 08 Marzo 2012 00:00
Proprio ieri ho letto con interesse l'articolo del Prof. Luigi Bertuzzi, sono parole sante, che bello se il governo facesse tutte queste belle cose.
Però purtroppo penso che il governo possa fare ciò che vuole ma fino a quando gli enti locali che dovrebbero essere in sintonia con i residenti in realtà non sempre lo sono, la gente continuerà ad abbandonare il territorio.
Porto come esempio quello che succede a Cerreto di Zerba, il che mi riguarda visto che ho deciso di ritornare ad abitarci.
L'estate scorsa è stato messo il divieto di transito nella stradina interna al paese la cui larghezza in alcuni punti non arriva al metro e mezzo. . Questo divieto, messo in seguito ad un'ordinanza comunale, servirebbe a rendere il paese più sicuro (solo in quel tratto) evitando il passaggio sporadico delle moto da fuoristrada.
In seguito, dato che a volte non veniva rispettato, sono stati installati due archi in ferro che potevano essere abbassati solo da chi aveva le chiavi dei lucchetti e dato che la mia casa non si trova in quel tratto di strada non mi sono state consegnate.
Quindi dalla mia casa in fondo al paese al posto dove parcheggio i mezzi agricoli e dove tengo qualche animaletto non posso nemmeno transitare con la carriola in quanto le autorità che hanno il compito di far rispettare il divieto mi hanno risposto che anche la carriola è un veicolo.
Così che per raggiungere il luogo sopra citato devo fare il giro della strada provinciale percorrendo quasi un kilometro quando potrei passare nel paese facendo nemmeno un centinaio di metri.
Quello che stupisce di più è che il divieto è in vigore tutto l'anno proprio in un tratto di paese che per ben dieci mesi all'anno è completamente disabitato.
Naturalmente visto che in inverno non c'è nessuno la neve in questo tratto la tolgo io ed abitualmente la portavo via con il trattore se no si ghiaccia tutta la strada e non si passa nemmeno a piedi, ora che c'è il divieto il sindaco mi ha detto di arrangiarmi con il badile.
Ma questo è solo un esempio, che secondo me dimostra quanto interessi ai nostri amministratori il ripopolamento di questi territori, ed io mi chiedo, ma quando non ci sarà più nessuno e tutto verrà abbandonato, serviranno ancora le amministrazioni?
Massimo Malaspina
(Articolo tratto dal N° 10 del 08/03/2012 del settimanale “La Trebbia”)