Un entusiasta ricercatore di antichi motori che si usavano nei piccoli paesi di montagna PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Zerba
Scritto da Massimo Malaspina   
Giovedì 26 Gennaio 2012 00:00
vecchi motori

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La mia passione è nata quando ero piccolo e andavo nell'officina del mio bisnonno Andrea dove c'erano tanti attrezzi da fabbro e falegname ormai inutilizzati da molti anni. In seguito ho cominciato a pulire e sistemare ogni attrezzo per conservare tutto al meglio. Anche le vecchie macchine agricole attiravano la mia attenzione, quando venivo a sapere dove poteva essercene una andavo in breve tempo a ricercarla.
Molte volte la gente era ben contenta di trovare qualcuno che dimostrava interesse per qualcosa che non era più utilizzato da tanti anni. Soprattutto i vecchi motori, ingombranti, pesanti e che nessuno si sognava di mettere in funzione. Così ho cominciato a ricercare e recuperare anche questi ed ora li ho raccolti tutti in quella che prima era la stalla. I più vecchi che ho sono stati costruiti a Piacenza dalla società fondata nel 1908 da Magrini, Bariola e Capelli, questa costruiva anche motori marchiati Sima che erano venduti dal Consorzio Agrario, in seguito Bariola ha lasciato la società per costruire motori per conto suo fino al 1930, anno in cui ha chiuso l'attività.
Nel 1911 con l'arrivo dell'ing. Oreglia, la società diventa Magrini ing. Oreglia ed in seguito solo Oreglia che continua l'attività fino al 1950 circa. Nel 1914 il rappresentante per Bobbio di questa società era un certo Castelli Giuseppe. Con l'aiuto di internet ho conosciuto il nipote di Bariola, da cui ho recuperato due motori, uno di questi non è mai stato utilizzato ed è tutt'ora praticamente nuovo.
L'anno scorso ho rintracciato anche l'anziano figlio di Oreglia da cui ho recuperato diversi cataloghi e circa duecento fotografie dei motori con le varie applicazioni. Inoltre ho due motori costruiti a Parma dalla Luciani negli anni 1930; un Virgilio Tamini di Milano, anni 1920; alcuni Lombardini a petrolio, anni 1930 e diesel, anni   1940;  un  International americano che veniva venduto in Italia negli anni 1920. Un Keller-Dorian  francese, anni 1920, che mio padre ha visto diverse volte in funzione ad Orezzoli quando era piccolo;  uno Slanzi acquistato assieme ad un frantoio Breda per la produzione di sabbia da Don Ghigliani Albino nel 1936, anno in cui è stata costruita la nuova chiesa ad Orezzoli; un St. Aubin svizzero che era venduto a Piacenza da Bariola negli anni 1920; un Farymann diesel tedesco che ho ritrovato a Pizzonero degli anni 1940, ed un Moto Guzzi, motore fisso costruito negli anni trenta utilizzando parti del 500 della motocicletta G.T.S. nessun libro riguardante la storia della Guzzi ne parla!
Tra le macchine agricole che ho recuperato vi sono diversi attrezzi per la produzione del vino, gli aratri ed altri attrezzi per lavorare la terra, i carri, una piccola trebbiatrice Lanz che nel 1914 veniva venduta a Bobbio sempre da Castelli Giuseppe al prezzo di 260 lire e che andava accoppiata al motore prodotto dalla Magrini, Bariola & Capelli che ho, ed una trebbiatrice da montagna marca Renati, recuperata a Suzzi. Renati è un cognome molto diffuso a Bogli ed infatti queste trebbiatrici erano costruite a Voghera da un Renati di Bogli.

Massimo Malaspina

Se alcuni lettori fossero interessati a conoscere meglio questi cimeli antichi legati alla civiltà contadina in montagna il sig. Malaspina sarebbe contento di dare spiegazioni, di accompagnarli nella visita della sua collezione Per info: 348.3649365.

(Articolo tratto dal N° 4 del 26/01/12 del settimanale “La Trebbia”)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 06:44
 

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