Zerba, lupo sbrana daino nel centro del paese PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Zerba
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 22 Settembre 2011 00:00

«Il lupo è cattivo solo nelle fiabe». Ne è sicuro Bartolomeo Rebolini, 76 anni, agricoltore pensionato, conosciuto da tutti come Bertino. E' stato lui a trovarsi faccia a faccia con un lupo e, forse, la sua cucciolata, poche sere fa, in pieno centro a Zerba, il comune più piccolo della Regione, a 775 metri sul livello del mare. Da allora, in paese, Bertino è stato battezzato "Balla coi lupi".

L'agricoltore, tornato qualche anno fa a Zerba, suo paese di origine, dopo aver lavorato a Milano, stava rientrando a casa terminata una partita a carte al bar, verso le undici di sera, quando ha visto «un animale molto grosso, nero, con un muso grande e le orecchie piccole» racconta ancora emozionato. Bertino era in macchina. «Appena mi ha visto il lupo in un balzo è saltato su un muretto alto circa due metri, finendo in un frutteto. Si è girato a fissarmi, è rimasto a guardarmi alcuni istanti. Ho capito che, prima del mio arrivo, si era avventato su un cucciolo di daino nella cunetta della strada». Paura? «No, no, sappiamo che il lupo non fa del male all'uomo. E poi noi qui siamo abituati a convivere con animali selvatici di ogni tipo, non so ormai dire quanti ungulati, daini e caprioli, si contino nei nostri campi - prosegue il testimone -. I cinghiali convivono con noi, e ora vediamo anche i lupi». Lupi che si contano sulle dita di una mano in tutto il territorio appenninico. La Valboreca è un piccolo eden, custodito dal monte Alfeo e dal monte Lesima, dove altre fonti già in passato avevano affermato di aver individuato il lupo. Ma mai così vicino a un centro abitato e mai faccia a faccia con un abitante. Gli esperti concordano sul fatto che trovarsi di fronte al temuto predatore sia statisticamente quasi impossibile. «Sono sceso dalla macchina – prosegue Bertino - e mi sono nascosto, per vedere se il lupo tornava. Ma deve avermi visto e non si è più avvicinato alla preda. Tuttavia, il mattino dopo, il piccolo Bambi non c'era più. Mi è sembrato molto strano.

Io e il tecnico comunale siamo andati sopra al muretto e abbiamo trovato lì i resti del daino, il lupo aveva lasciato solo la testa e due ossa delle zampe. C'erano impronte, una zampa di lupo grossa e altre piccoline, dei cuccioli. La notte, in questi posti, vive una vera e propria popolazione "sommersa". I visitatori non sono nuovi. «Pochi anni fa il Comune aveva cementificato una piccola porzione di terreno - conclude Bertino -. Il mattino dopo avevamo trovato altre impronte. Anche in quel caso erano zampe di lupo, ne conserviamo ancora il segno».
 

Elisa Malacalza

 

(Articolo tratto dal N°32 del 22/09/2011 del settimanale “La Trebbia”)

 

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:49
 

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