Trebbia, ambientalisti contro il progetto per traversa Mirafiori PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Rivergaro
Scritto da Libertà   
Sabato 21 Febbraio 2015 00:00

Traversa MirafioriIl Consorzio di Bonifica ha ripresentato dopo qualche anno il progetto di ricostruzione della traversa di Mirafiori (Rivergaro) che deriverà gran parte dell’acqua del Trebbia per le esigenze idriche dell’agricoltura. Ma Legambiente, alla luce di una prevista concessione di 6 metri cubi al secondo, denuncia con calcoli alla mano i numeri sproporzionati del progetto e il rischio che la nuova traversa lasci il Trebbia in secca da Rivergaro fino alla foce durante l’estate, alla faccia del Deflusso Minimo Vitale. Così, giovedì 26 febbraio alle 21, nella sede dell’ex Circoscrizione Tre di via Martiri della Resistenza, si terrà un incontro pubblico per discutere del progetto del Consorzio, attualmente sottoposto a Procedura d’Impatto Ambientale. ”Si chiede di derivare una quantità d’acqua superiore alle necessità agricole”, dicono da Legambiente. “Inoltre sarà captata in subalveo, con il rischio di lasciare a secco falde e acquedotti per chilometri”.





Derivazione a Mirafiori, ambientalisti contro il Consorzio. Giovedì incontro

Un nuovo progetto, presentato dal Consorzio di Bonifica di Piacenza, punta a ristrutturare le derivazioni agricole di Mirafiori. Le associazioni ambientaliste No Tube, Legambiente e Fipsas si oppongono all’iniziativa e hanno organizzato per giovedì 26 febbraio alle 21, nella sala dell’ex circoscrizione 3, un incontro pubblico per illustrare il progetto e presentare le proprie posizioni. Sono stati invitati a partecipare i rappresentanti di Arpa, l'assessore del Comune di Piacenza Giorgio Cisini e i sindaci del Basso Trebbia. Secondo le associazioni, questa derivazione rischia di ’mettere di nuovo in discussione il minimo deflusso vitale del fiume. Il Trebbia potrebbe tornare come prima del 2013, cioè messo in secca da Rivergaro in giù dalle derivazioni agricole. Non vogliamo che il Trebbia torni ad essere, d’estate, un’autostrada di sassi’.
Il consorzio di bonifica, continuano i rappresentanti delle associazioni, ha presentato un progetto di recupero del traversante di Mirafiori che integrava la derivazione di superficie di Case Buschi. In realtà, sostengono, il progetto modifica completamente l’insieme delle derivazioni a fini agricoli, che passerà, dicono le associazioni, da una derivazione di superficie a una di sub alveo. Allo stesso tempo viene rinnovata la concessione di derivazione scaduta da tempo, affermano i rappresentanti di Legambiente e No Tube.

www.piacenzasera.it (21/02/14)

Traversa Mirafiori, il Consorzio di Bonifica: "Nessun allarmismo, opera utile"

"Chiedere spiegazioni su un tema come quello rilevante del progetto denominato "Traversa Mirafiori", che può e deve essere comunicato ai piacentini in modo che venga compreso adeguatamente, è più che legittimo, come del resto è un dovere assoluto spiegarlo da parte di chiunque sia chiamato a realizzarlo e ad operare per il bene collettivo salvaguardando e ottimizzando ciò che lo circonda nel rispetto della sua mansione. Purtroppo invece, creare una sorta di tam tam che viaggia in superficie, caratterizzato come aggravante da un allarmismo amplificato su tematiche che vanno al contrario approfondite nel dettaglio con competenza mirata è tutt’ altra cosa e può indurre in grave errore il profano e gettare ombre su qualcosa che invece è molto trasparente oltre che utile".
Risponde così il Consorzio di Bonifica di Piacenza dopo le accuse di alcune associazioni ambientaliste sul progetto della cosiddetta "traversa di Mirafiori". L'opera, precisa il Consorzio, realizzata nel 1865, consistente in una galleria drenante in mattoni e rivestita con lastre di pietra comporterà, oltre alla ricostruzione del traversante parzialmente crollato nel 2009),la realizzazione di un sistema che permetterà di distribuire l’acqua irrigua nei partitori, senza dover più realizzare i cosiddetti “arginelli provvisionali” comportando così, un evidente vantaggio, in termini ambientali.
"L’opera - proseguono - dotata anche di un articolato sistema di paratoie di regolazione consentirà altresì, di determinare nel modo più corretto e nella massima trasparenza le portate rilasciate nel rispetto del DMV (Minimo Deflusso Vitale)".
"In merito alla concessione di derivazione - conclude il Consorzio di Bonifica - occorre precisare anche che dalla prima scadenza (1947) gli enti che si sono via via succeduti sino all’attuale Consorzio, hanno sempre richiesto il rinnovo nei modi e nei tempi prescritti dalle vigenti norme di legge. Pertanto la concessione di grande derivazione continua ad essere valida e a produrre i propri effetti".   

www.piacenzasera.it (24/02/14)           

http://www.liberta.it (21/02/2015)

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Febbraio 2015 06:39
 

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