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Ottone: Riattivato l'incubatoio delle trote fario: «Contribuirà ad attrarre visitatori» |
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Rassegna stampa -
Ottone
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Scritto da La Trebbia
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Giovedì 28 Gennaio 2010 00:00 |
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Dopo oltre 10 anni, è stato riaperto l'incubatoio per la schiusa delle uova di trota fario che si trova ad Ottone, nei pressi del torrente Ventra. Ha provveduto alla riapertura l'Ispettore Angelo Battaglia, della Polizia provinciale, accompagnato dal sindaco di Ottone Giovanni Piazza, da due suoi assessori, Luigino Mondani (Caccia e Pesca) e Giancarlo Tagani (Sport), e da Gianpiero Saiani e Luigi Lavezzoli, dipendenti del Comune di Ottone. Nell'incubatoio sono state depositate 200mila uova di trota fario, che dovrebbero schiudersi tra circa un mese. Gli avannotti che nasceranno verranno allevati in incubatoio e poi saranno liberati nelle acque del Trebbia e dei suoi affluenti, consentendo un corretto ripopolamento di questi corsi d'acqua. Fondamentale sarà la collaborazione delle associazioni ittiche della provincia. «Sono soddisfatto», ha detto il sindaco Piazza. Quello di oggi è un importante risultato, frutto della proficua collaborazione tra Provincia e Comune. Grazie al presidente della Provincia Massimo Trespidi ed all'assessore provinciale alla tutela faunistica Filippo Pozzi, a tutti i tecnici della Provincia, dottor Enrico Merli e all'Ispettore Angelo Battaglia, alle Associazioni dei pescatori piacentini, che ci hanno supportato e che hanno creduto nella sollecita riapertura della struttura». «E' un'ulteriore dimostrazione del fatto che il viaggio che con la mia giunta ho compiuto negli scorsi mesi nei 48 comuni sta dando risultati concreti», commenta il presiedente della Provincia Massimo Trespidi. Nelle pagine di "Viaggio in provincia" che riguardano il Comune di Ottone risulta con evidenza il mio impegno a riaprire l'incubatoio. Una promessa che ho mantenuto. Una scelta compiuta con l'obiettivo di incrementare il numero di visitatori che vengono in Valtrebbia, frutto di un'intesa tra Provincia e Comune, per promuovere lo sviluppo di questa parte di territorio». «Un primo passo - rileva l'assessore alla tutela faunistica Filippo Pozzi - per far sì che una risorsa così importante, spesso trascurata, torni ad essere fruibile». (Articolo tratto dal N° 4 del 28/01/2010 del settimanale “La Trebbia”)
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Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:41 |