Bogli, il paese fantasma tra i monti della Val Boreca PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Ottone
Scritto da Ugo Celasco   
Giovedì 06 Ottobre 2005 00:00

Nella Val Boreca, a pochi chilometri dall'Appennino Pavese, si trova la sperduta località di Bogli, frazione montana del comune di Ottone. Per arrivarci bisogna per­correre una strada disse­stata, stretta e tortuosa che s'inerpica tra le mon­tagne. Il villaggio, unico, affascinante e d'altri tempi, con case in sasso e viuzzole strette è vuoto d'inverno, ma in estate è affollato di emigrati e turisti. Infatti, nel mese di agosto ritor­nano i figli e nipoti dei residenti che nel dopoguerra avevano dovuto abbandonare il paese per andare in cerca di fortuna nelle città liguri, piemon­tesi, emiliane e pavesi. Nel periodo estivo si respira un' aria di festa, un'at­mosfera innaturale, per un paese che in inverno è abitato solamente, da lupi, volpi e cinghiali dove i boschi sono talmente fitti che non riescono a nascere nemmeno i funghi. Invece, in estate il luogo cambia, si trasforma.

Da Pavia, Voghera, Novi Ligure, Ottone, Piacenza, tornano le persone. Per le vie si vedono correre e giocare i bambini. Tutti si recano alla fontana datata 1906, a prendere l'acqua che da quelle parti ha delle proprietà davvero uniche, per alcuni "magiche". I pavesi e gli oltrepadani che vi abitano sono dav­vero molti,e proprio lì, ha acquistato ormai da anni la casa il politico pavese Michele Saggese che nel periodo estivo vi si reca per trascorrere in pace qualche settimana di relax. Nelle serate di agosto gli abitanti organizzano feste gastronomiche durante le quali si possono gustare le pietanze di una volta.

Si cucinano ravioli, tor­telli, polenta e si possono apprezzare salumi e for­maggi che provengono dalle valli montane. Nel centro di aggregazione situato in fondo al paese, vengono organizzate delle serate musicali che vedono la presenza dei musiàsti delle montagne che allietano il luogo, con le note dei pifferi e delle fisarm­oniche. Questa grande vitalità si spegne dopo gli ultimi giorni di agosto e da settembre in poi si sentono solo i rumori del vento che si scontra con i crinali dei monti, dei ruscelli, delle foglie che cadono e degli animali selvatici che tornano ad essere i padroni assoluti di quel paese.

Ugo Celasco

(Articolo tratto dal N° 32 del 06/10/05 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:51
 

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