Da Grazzano a Ottone gli ultimi 5mila euro per l’ambulanza PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Ottone
Scritto da Elisa Malacalza   
Lunedì 04 Marzo 2019 00:00

Da Grazzano a Ottone gli ultimi 5mila euro per l’ambulanza

Accogliente. Come le luci accese del "Biscione" a Grazzano, che si vedono già dalla chiesa. Come le ue tavolale,incorniciate dalle travi in legno, come i sorrisi dei camerieri, come il "Ce la facciamo" di Raffaello Savi, dietro al bancone. Morbido, stagionato al punto giusto, perché guai ad avere fretta, come i formaggi di Achille Savi, di Sarca, abbinati a una salsa di peperoni che ne esalta, piccante, il sapore prelibato. Rubino, aromatico, giocondo. Come il vino - eccellente -dei Romagnoli. E poi: profumato, con tutto il sapore genuino di casa, quello dei salumi dd Savi a San Polo, la loro coppa arrosto, accanto alle patate croccanti. Così il menù da leccarsi i baffi alla serata organizzata a Grazzano Visconti. Così il gusto buono della generosità. Quello che non chiede niente in cambio,si tira su le maniche e semplicemente dice: "Eccoci" Camillo Ronda e gli instancabili volontari della Pro loco di Vigolzone hanno voluto aiutare Ottone, Zerba, Cerignale. Vigolzone e Ottone sono distanti chilometri e chilometri, fanno parte di due vallale diverse, nei tempi dove ognuno sembra guardare solo il proprio campanile. Eppure un abbraccio non guarda alla distanza, al dialetto diverso. Guarda a chi è in difficoltà, e si fa avanti.

Contro la sfiducia

La cena al "Biscione" offerta interamente dagli sponsor, ha dimostrato come tavola non sia solo sinonimo di leccornie ma soprattutto condivisione, ristoro dalla sfiducia e dalla fatica. Ronda lo aveva detto, ed è stato di parola: "Se si vuole fare, si può fare" Lo iniziative solidali sostenute dalla Pro loco non si contano del resto neppure più, da quelle per il paese fino al Mali, e ora a Ottone: sono tante (le cucine sono tirate a lucido in questi giorni per iniziare a fare i tortelli per la festa d'estate) e "attecchiscono" perché intorno al gruppo c'è una parola magica, conquistata  negli anni. Fiducia. Commossi i volontari della Croce rossa di Ottone che hanno subito ricevuto l'assegno da 5mila euro con l'incasso della serata: «Ancora non ci crediamo, questa raccolta fondi organizzala da "Libertà" ha visto la partecipazione di cittadini da tutta la provincia», ha sottolineato Giulia Marena, coordinatrice. «Davvero non finiremo mai di dire "Grazie" a tutti».

La forza dal "basso”

I 170 posti garantiti dal ristorante "Biscione" sono andati tutti esauriti in pochi giorni. Volontari anche della Pro loco di Pontenure, amici dei paesi. «Siamo qui perché qiunque di noi potrebbe aver bisogno di un'ambulanza e non possiamo permettere che tre paesi della nostra montagna ne siano privi», ha sottolineato Ronda. «Certo, lasciatemi però dire che c'è voluta la forza della gente, dal "basso" per arrivare all'acquisto di un bene tanto prezioso. In un Paese normale non dovrebbe essere così, a tutti i cittadini, anche quelli della montagna, dovrebbe essere garantito il diritto al pronto intervento sanitario. Se ci penso, mi arrabbio. Quel che conta però è che ce l'abbiamo fatta. Non potevamo restare in disparte».

“Grazie a Libertà”

Alla cena, anche i sindaci di Vigolzone, Francesco Rolleri, e di Ottone, Federico Beccia, oltre ai rappresentanti delle reciproche minoranze. Anche da loro un forte "Grazie" a chiunque abbia permesso a queste comunità di avere un concreto sostegno: «Un ringraziamento speciale lo vogliamo rivolgere a Libertà, che ha ascoltato la preoccupazione per l'assenza dell'ambulanza a Ottone e l'ha tradotta in una raccolta fondi dal risultato davvero insperato». I.a raccolta fondi aperta il 19 dicembre si è ora ufficialmentechiusa: più di 70mila gli euro raccolti in poche settimane perché nessuno resti indietro. La nuova ambulanza arriverà in giugno. I fondi avanzati saranno utilizzati per l'acquisto di ausili emezzi (anche un defibrillatore) per l'ambulanza che sostituirà la "Ottone 1" arrivata in paese nel 2000. Una lezione grande, quella ricevuta da Grazzano, da Vigolzone e da tutta la provincia (ma anche da tanti cittadini di province vicine: forza, montagna, non sei sola! C'è ancora chi crede in te.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal quotidiano Libertà del 04/03/2019)

 

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