Rimborsi dell'alluvione: finora non si è visto niente PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Ottone
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 23 Marzo 2017 00:00

Alluvione a Ottone

I documenti per accedere ai rimborsi per i privati danneggiati dall'alluvione ci sono tutti. Ma i cittadini, quelli che avevano ricevuto l'ok ai contributi, sono disorientati da risposte che appaiono sempre più confuse. Di fatto, i soldi, a un anno e mezzo esatto dall'alluvione (era il 14 settembre 2015) che devastò la Valnure, la Valtrebbia e la Valdaveto, non ci sono ancora nelle tasche degli alluvionati, e le aziende - che avrebbero dovuto beneficiare dei contributi in seconda battuta - sono finite in una lista d'attesa sempre più lunga, difficile da sforbiciare, mentre già gli agricoltori erano rimasti a bocca asciutta, esclusi dai parametri. Il Comitato Vittime dell'Alluvione Valnure e Valtrebbia si riunirà il 25 marzo, alle 10, al Park Hotel: «Le risposte degli istituti di credito e dei Comuni sono state caotiche», ha spiegato Gianni Cavalli, del Comitato. «Alcuni funzionari, infatti, non sapevano precisamente come procedere. Avrebbero vagamente detto: "Se non arrivano i soldi non possiamo pagarvi". Ma non si trattava di pagamento con credito di imposta? È evidente che i piccoli Comuni non siano in grado di seguire queste partite. Ho detto a tutti i cittadini, intanto, di non firmare alcun finanziamento, in via cautelativa. Se in futuro dovesse succedere qualcosa, chi dovrà rimborsare sarà infatti il contribuente».
«L'ITER SI È BLOCCATO»
L'avvocato del comitato, Gianmarco Lupi, aggiunge: «L'iter si è bloccato. Le risorse, annunciate e attese almeno da dicembre, non sono arrivate. Questa è la certezza». A gennaio, il sottosegretario Paola De Micheli aveva chiaramente invitato gli istituti di credito a fare la loro parte. E Cariparma era stata la prima a livello nazionale a raccogliere subito l'appello: «Ma i tempi si sono evidentemente allungati. Ora che fare? », conclude Lupi. Da Cariparma, interpellata da Libertà, viene sottolineato come si tratti di tempi tecnici da rispettare. Le aziende. intanto, rischiano un'attesa decisamente lunga per chi ancora oggi non è ripartito al cento per cento: «Il nostro quartiere produttivo era stato letteralmente e interamente messo in ginocchio, in un territorio di montagna», ricorda il sindaco di Cortebrugnatella, Stefano Gnecchi. «Sono in corso i lavori per la ricostruzione dell'area sportiva, con campo da beach e da calcio, ma sulle imprese resta assordante il silenzio».

(Articolo tratto dal N° 11 del 23/03/2017 del settimanale “La Trebbia”)
 

 

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