Gianni Valla di Rocca Corvi «Simbolo dell'ospitalità e dell'accoglienza» PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Ottone
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 09 Settembre 2010 00:00
Gianni Valla
Gianni Valla

Nello stesso giorno Ottone dà l'ultimo saluto a due personaggi, a due uomini che portano lo stesso cognome, Valla, che per coincidenza sono scomparsi allo stesso modo.
La comunità di Ottone ha accompagnato nell'ultimo viaggio anche Giovanni Valla, 80 anni, ristoratore di Roccacorvi, titolare della storica trattoria "Da Gianni", anch'egli stroncato da un infarto nella notte di giovedì.
I funerali sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Campi dal parroco don Domenico Baratini e don Giacomo Ferraglio, parroco di Ottone.
Anche Giovanni Valla, come Giorgio Valla, era un imprenditore locale, e il simbolo dell'ospitalità».
Giovanni Valla, chia­mato da tutti Gianni, dal 1971 gestiva infatti con la famiglia la trattoria che porta il suo nome.
Era nato a Cerignale nel 1930 e nel 1955 aveva cominciato a gestire l'albergo Ravaglia di Gorreto, paese confinante con Ottone, con il fratello che poi ha proseguito l'attività quando nel 1969 Gianni, con la moglie Rita, e i figli Marina e Massimo si sono trasferiti a Roccacorvi, nella sua casa d'origine.
Qui, in quella che originariamente era una cascina, una stalla dopo un'opera di accurata ristrutturazione, nel 1971 hanno dato avvio all'attività. Vivevano lì, a Roccacorvi, appena dopo Ottone sulla statale 45, e lì lavoravano, offrendo pranzo cena, di tipicità per lo più genovesi, e alloggio a chi arrivava in Alta Valtrebbia.
E' sempre stata una conduzione familiare, tant'è che oggi l'attività è condotta dai figli Marina e Massimo e, d'estate, anche dai nipoti che aiutano nel servizio.
Gianni ha sempre continuato a lavorare e a dare una mano nella gestione dell'attività, anche ultimamente con i suoi 80 anni, perchè la salute glielo permetteva e perchè non era abituato a stare seduto su una poltrona a godersi la pensione. Voleva continuare a vedere i suoi clienti ai quali offrire la carne che aveva lui stesso cacciato o i funghi che aveva raccolto magari la mattina stessa.

Nadia Plucani

(Articolo tratto dal N° 30 del 9/09/2010 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:37
 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information