Una panoramica tra Cerignale, Selva, Cariseto e Carisasca PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Cerignale
Scritto da Giorgio Guasti   
Giovedì 05 Maggio 2011 00:00

Da Ponte Organasco, si sale per 5 chilometri, quindi si trova Cerignale, capoluogo di Comune, ubicato su di un piccolo altopiano. E' un centro montano, in passato era un centro in prevalenza agricolo. Oggi il paese è vuoto, ma in estate si ripopola con il turismo. Da questo centro dipendono le frazioni di Cariseto, Selva, Casale, Rovereto, Castello e Carisasca, inoltre a quota 925 m. sul mare c'è il Camping "Le Piane" che è il fiore all'occhiello dell'alta Valtrebbia. Selva, paese che fa parrocchia, una volta abitato da molte persone, ora ne rimangono solo quattro in permanenza. In estate il paese si ripopola, ma solo per pochi mesi.

 

Selva è ubicato a quota 1050 metri di altitudine, anche questo piccolo paesino in passato era un centro agricolo. Abbiamo ascoltato Pier Giorgio Rapallini che vive a Selva per la maggior parte dell'anno.

 

Ci mostra la classica fontana attorno alla quale la popolazione si ritrova in cordiali conversazioni sui fatti del giorno.

 

Rapallini è insoddisfatto perché dice "L'acquedotto era nostro e con il consorzio ci pensavamo noi alle riparazioni quando si guastava." Tra l'altro diceva che durante il lungo e molto rigido inverno non ha mai avuto difficoltà in quanto la strada era sempre aperta e ben curata e la corriera era sempre puntuale.

 

Cariseto, altro piccolo paese ad un paio di chilometri da Selva in direzione Cerignale. Qui abbiamo avuto meno fortuna perché abbiamo incontrato solo due uomini che preparavano l'orto e ci hanno informati che attualmente il paese è letteralmente disabitato. Cerignale capoluogo è il secondo Comune della provincia di Piacenza per 11 numero di abitanti (170 all'anagrafe). Zerba arroccato ad una costa di monte registra soltanto 94 abitanti.

 
Nel nostro giro di perlustrazione, a Cerignale incontriamo Vittorio Castelli conia sua signora Clara che gestiscono il piccolo super market, l'unico negozio nel raggio di decine di chilometri nel Comune. Nel negozio non c'era nessuno, solo un rifornitore stava mettendo la scarna bolla di consegna nella borsa. Vittorio ci ha riferito: " Come vede non c'è in giro nessuno, speriamo nella bella stagione, ma anche questo, ormai è un fallimento perchè la gente si accantona nei boschi, in riva al fiume, ma si porta tutto al seguito per gli acquisti fatti in città. La montagna ormai è spopolata.

 

Giorgio Guasti
 

Sono certamente tristi queste righe che tratteggiano la solitudine di questi paesi belli di montagna. Belli soprattutto in queste settimane, quando i nostri monti si ammantano di fiori e di colori. Eppure c'è gente che resiste, con pazienza per "servire" ì pochi rimasti, quasi a baluardo di questa bellezza e come simbolo di tanto lavoro su queste dure zolle.
 

 

(Articolo tratto dal N° 17 del 05/05/2011 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:25
 

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