
Alex Castignoli al lavoro |
Poco meno di un anno fa, a Bobbio, alla Bardughina di Mezzano Scotti, Alex Castignoli ha voluto fare una scommessa, su quale sarebbe potuto essere il suo futuro nel lavoro. Anzitutto è doveroso presentare il ragazzo di cui si sta parlando.
Alex é un giovane di venticinque anni, che con i libri non aveva un buon rapporto e quindi ad un passo dal diploma non si è sottratto al richiamo della natura, del vivere all'aria aperta, di lavorare in proprio e non alle dipendenze di altri. La scelta fu quella di dedicarsi all'attività del "contadino" ovvero del coltivatore diretto. Nel DNA della famiglia gli elementi c'erano.
Alla scomparsa del nonno, l'azienda agricola c'era, mancavano le braccia per lavorare. Alex il fisico l'aveva, in più cominciò a sognare di diventare panettiere o, meglio, produrre pane, biscotti, torte e quant'altro del genere con le farine che la macinatura del grano di sua produzione gli permettevano di confezionare.
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La cosiddetta filiera corta dal produttore al consumatore.
Semina di grano di varietà particolari alla panificazione come la si faceva una volta, sul seminato nessuna irrorazione di pesticidi e diserbanti, macinazione del grano con macine di pietra che mantiene intatte le proprietà nutrizionali delle farine ed infine il pane cotto nel forno a legna. Colore, sapore e profumo del tempo che fu, tutto assicurato. Consapevole che dedicarsi all'agricoltura, con i tempi che corrono, non gli si sarebbero aperte davanti strade lastricate d'oro. Il nostro la scommessa l'ha voluta fare.
Ad un anno di distanza alla domanda di come stesse andando l'attività, Alex, come di sua abitudine sorridente, cuor felice il ciel l'aiuta, la risposta é stata: "Va bene, c'è tanto da lavorare se le cose le vuoi fare come Dio comanda. Quando i più fanno festa io però devo lavorare".
Il neo panettiere/contadino frequenta i mercati, le fiere tradizionali e quelle domenicali dove si vendono i prodotti tipici, si è fatto una buona clientela la qualità dei suoi prodotti è la sua migliore pubblicità.
Importante è stata anche la collaborazione con la Associazione dei Coltivatori Diretti.
Alex Castignoli scelse di vivere e lavorare in Alta Val Trebbia, come anche il titolare del Caseificio di Collegio in Comune di Cortebrugnatella, come i titolari dei tre Agriturismi in Comune di Bobbio di quello in Comune di Cortebrugnatella e in Comune di Ottone, i gestori del Camping in Comune di Cerignale, dei titolari degli Alberghi e dei ristoranti che grazie alla tradizione della loro cucina hanno contribuito alla fama di tutta la vallata.
Tutta questa "brava gente" è materiale umano di "qualità superiore". Si vuole o no, cercare il modo per dare loro concretamente una mano in primo luogo premendo sulla burocratizzazione pressoché totale delle attività sulla nostra montagna?
Nel 1970, chi passava a Pontevico, Comune della bassa bresciana fra Cremona e Brescia trovava cartelli grossi come una casa con scritto "Comune di Pontevico - Area depressa" c'era allora e c'è ancora oggi una tradizione agricola tra le più importanti d'Italia.
Cè di che riflettere? Il muro del pianto non ha pagato. Nonostante tutto, gli "Alex", che come le stelle alpine resistono sulle rocce, meritano delle risposte, degli atti concreti, delle iniziative programmabili nel tempo.
E' proprio il caso di dire chi può faccia e parli, oppure smetta di raccontare le favole.
Pier Luigi Troglio
(Articolo tratto dal N° 6 del 11/02/2010 del settimanale “La Trebbia”)
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