Il ministro Speranza pone la prima pietra del futuro "ospedale di montagna" PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da La Trebbia   
Mercoledì 21 Ottobre 2020 16:41

Il ministro Speranza pone la prima pietra del futuro

Nel piazzale, dove forse mai si era visto un ministro alla salute, si radunano uno dietro l’altro i primi cittadini dell’Alta Valtrebbia, i Carabinieri. Il ministro è in anticipo di mezzora, c’è ancora luce in valle, fa in tempo a rendersi conto della bellezza ai lati della Statale 45, chiede agli infermieri se vivano qui tutto l’anno, e loro rispondono “Beh, è una meraviglia”.
Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ripiglia quanto promesso mesi fa a Pasquali e a Bobbio: «Se i sindaci hanno detto che questo ospedale di montagna va potenziato a me il loro Tricolore è l’unico colore che interessa, non penso ci siano problemi a riclassificarlo», commenta.
«Bisogna farlo per loro, per chi ha lavorato fino allo stremo delle forze durante l’epidemia», dice il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali al ministro della salute Roberto Speranza, indicando gli operatori sanitari dell’ospedale e in tasca la bozza di progetto che stralcia la dicitura “Ospedale di comunità” appiccicata alla struttura nel 2017, per aprire ora le porte invece a un ospedale vero e proprio nell’Appennino.
Il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino snocciola i soldi, dice che già ci sono: 3,2 milioni di euro per ampliare l’ospedale, dargli uno spazio di 1.200 metri quadrati in più, e sistemare il parcheggio una volta per tutte («Si potrebbe partire nel 2021»); e poi finalmente lo sblocco dei 3,8 milioni di euro (in diversi stralci) per adeguare dal punto di vista dell’antisismica l’ospedale, lavori attesi da anni, che ora starebbero per partire. In più la Casa della Salute, poco distante dall’ospedale.
Davanti a queste richieste, davanti a medici, infermieri, operatori, il ministro Speranza non può far altro che lasciare - metaforicamente e politicamente - la “prima pietra” del futuro ospedale di montagna. Ne è convinto: «Voi siete stati la testa d’ariete dell’epidemia. Se sento proporre investimenti a sostegno della territorialità sono solo contento», sottolinea il ministro, dicendo grazie all’ospedale di Bobbio.
«Non ci sono cittadini di serie A o di serie B. Mi batterò per un nuovo modello del servizio sanitario nazionale, dobbiamo abbandonare l’idea di concentrare la sanità in un punto. Dobbiamo essere noi a raggiungere le persone».
Il sindaco Pasquali ringrazia la presidente della Provincia Patrizia Barbieri, presente alla visita del ministro in Alta Valtrebbia, per aver sollecitato fin da giugno la necessità di potenziamento dell’ospedale di Bobbio.
«Ora ci serve una nuova tac, è impensabile che i nostri anziani facciano più di un’ora di strada per fare l’esame a Piacenza», ribadisce Pasquali. «Vorremmo un reparto di Medicina, un primario, insomma un ospedale a tutti gli effetti. Ci battiamo da vent’anni». Il direttore Baldino conclude: «Non è semplice trovare medici che vengano a lavorare qui, dal primo novembre ne arriverà però un altro».

(Articolo pubblicato sul N° 34 del 22/10/2020 del settimanale “La Trebbia”)

 

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