Codici bobbiesi dell’Ambrosiana ritornano a casa in formato digitale PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 08 Ottobre 2020 06:47

Inaugurazioni Scriptorium

Riqualificato, con la ricostruzione di uno Scriptorium medievale e arricchito con una sala multimediale: è stato inaugurato sabato 26 settembre il Museo della Città di Bobbio, alla presenza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e del sindaco Roberto Pasquali.
Quando venne inaugurata la prima parte c’era lo storico Philippe Daverio a tagliare il nastro. Innamorato di Bobbio, dei suoi monaci antichi, della cultura millenaria, dell’invenzione del vino moderno proprio qui, voleva candidare la nostra città a capitale culturale d’Europa, voleva spedire il vino ai potenti d’Europa, voleva che Bobbio venisse riconosciuta.
A Daverio, morto alcuni mesi fa, sarebbe piaciuto moltissimo vedere il Museo compiuto e arricchito da un ritorno eccezionale. Sono infatti tornati a casa, anche se in formato digitale (ma si possono così almeno studiare, vedere, capire) i codici classici di Plauto, Virgilio, Terenzio, Ovidio, Cicerone e Seneca, o ancora Tito Livio, Plinio, Licano, salvati dalla lungimiranza manuale dei monaci di San Colombano che li copiarono nella penombra del monastero, sulle ginocchia. Sono quindici, gli originali erano stati trasferiti all’Ambrosiana di Milano, nel 982 erano oltre settecento, tanto che tra il settimo e il nono secolo Bobbio fu il maggior centro di produzione libraria in Italia, uno dei maggiori in Europa.
La realizzazione anche di questa parte del museo è stata possibile grazie alla generosità dall’azienda Gamma presieduta da Marco Labirio, con il contributo della Regione. Il valore del primo e del secondo stralcio è di 116mila euro ciascuno, 50 mila dati dalla giunta Bonaccini e la restate parte garantiti dal privato.
“E’ un bellissimo recupero - ha sottolineato il presidente Bonacciniche riconsegna a Bobbio un pezzo fondamentale della sua tradizione culturale. Lo Scriptorium, ricostruito sulla base dell’originale, ma anche gli ambienti più antichi del monastero che tornano ai cittadini, riper- correndo la storia di uno dei centri di spiritualità più importanti nell’Europa medievale. E lo fa con una nuova sala multimediale che contribuirà ad attirare l’attenzione dei più giovani”. “Si tratta – ha aggiunto – di uno degli interventi di riqualificazione dei nostri musei che come Regione abbiamo sostenuto, in anni nei quali abbiamo triplicato i fondi destinati alla cultura, nella convinzione che sia un settore strategico, anche per la crescita delle nostre comunità, la valorizzazione territoriale e il turismo”.

(Articolo tratto dal N° 32 del 08/10/2020 del settimanale “La Trebbia”)

 

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