Bobbio: L'albergo ristorante dei Cacciatori dopo oltre un secolo di "storia" sospende l'attività PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 18 Giugno 2020 00:00

Ristorante cacciatori

Giuseppe Mozzi veniva da San Salvatore. Come quelli di 'san Sarvdu' aveva la Trebbia nelle vene e si era abituato a difenderlo, quando ce n'era bisogno.
Ha trascorso la vita diviso tra la famiglia e il ristorante albergo dei "Cacciatori", affacciato al ponte Vecchio di Bobbio. Anzi, non si divideva nemmeno tra la famiglia e il lavoro, non serviva, erano una cosa sola.
Se n'è andato alla fine di aprile, Giuseppe, a 78 anni. Un dolore lacerante per il figlio Giovanni, che ora si chiede come portare avanti la storica locanda, aperta nel 1909 e passata di generazione in generazione nella sua famiglia dal 1936.
«Ci si spezza il cuore, soprattutto a mia mamma, al solo pensiero di non riaprire», spiega Giovanni. «Ma ora non riusciamo, davvero. Ci sono gli ostacoli della burocrazia, le questioni legate al passaggio di successione, dopo la scomparsa di mio papà. E poi non abbiamo posto esterno, i coperti erano già pochi, dovremmo ridurli ancora per rispettare le indicazioni legate alla prevenzione dei contagi Covid-19. Non sappiamo davvero come fare, vediamo in futuro cosa succederà. Ma le regole sono davvero tante da rispettare adesso. In generale poi ci siamo sentiti un po' soli». Giovanni aveva iniziato a lavorare al ristorante quando aveva 16 anni. La sua passione è diventata anche quella della moglie Carla, che aveva tenuto alta la bandiera di Bobbio anche in televisione, al programma Geo&Geo sulle reti Rai, invitata per due anni consecutivi a spiegare l'importanza dei piatti tipici bobbiesi. In tanti, da casa, ne erano rimasti meravigliati: «Era stata una soddisfazione, poter parlare di Bobbio in televisione», precisa Giovanni . «Ora ci sembra impossibile non poter riaprire quest'estate. Ma abbiamo fatto due calcoli, non reggeremmo. Il palazzo dove lavoriamo è storico, le sale sono piccole. Aspettiamo di capire se cambierà qualcosa, sperando non torni ancora questa terribile pandemia. Sarebbe davvero la mazzata finale. So che molti sono riusciti a riaprire, io non me la sento ora. Anche perché ogni fine settimana c'è da sperare nel bel tempo, altrimenti i turisti non arrivano. E noi avremmo bisogno di visitatori per recuperare questi mesi difficilissimi».
Giovanni ricorda come all'inizio del secolo si dava da mangiare ai contadini, o a chi scendeva a Bobbio per la fiera del bestiame. Poi i primi investimenti, la nascita di un vero  e proprio ristorante, e l'albergo, per ospitare chi ne avesse bisogno. Qui sono passati Fausto Coppi, i Ricchi e Poveri, il mitico Corrado, poi le stelle del cinema di Marco Bellocchio, Clau­dia Cardinale, tantissimi altri, anche i big dello sport nazionale. Un pezzo di storia ora in sospeso.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 21 del 18/06/2020 del settimanale “La Trebbia”)

 

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