Imprenditori della Valtrebbia pronti ad acquistare l’area di San Martino per rilanciare le terme PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 11 Aprile 2019 07:45

Villette di san Martino

Sei imprenditori della Valtrebbia sono pronti a metterci i soldi per acquistare il terreno di San Martino, quello dove sorgono gli scheletri delle villette legate al rilancio delle terme. Unica condizione: l’area dovrà rimanere pubblica. Lo ha rivelato il presidente dell’Unione Montana Valtrebbia Lodovico Albasi nel corso dell’ultima partecipata assemblea di Bobbio sul futuro delle terme, organizzata dal locale Comitato Terme. Sembra schiarirsi la situazione delle ex terme di Bobbio, dopo che la Regione si era già detta interessata all’acquisto del terreno (il cui prezzo è sceso all’ultima asta deserta a soli 350mila euro) per destinarlo a ospitare un possibile piccolo centro di cure termali legato all’ospedale di Bobbio, a patto che nel sottosuolo ci sia acqua termale. «È recente la notizia che ora un gruppo di sei imprenditori è disposto ad acquistare l’area per amore della Valtrebbia, pretendendo però che l’area rimanga pubblica» spiega Lodovico Albasi. «La Regione ne è a conoscenza ed è disposta a fare la sua parte. Si stanno creando una serie di circostanze fortuite da afferrare al volo, che possono risolvere finalmente questo annoso problema». Il primo passo, però, è confermare che sotto agli scheletri delle villette di San Martino c’è acqua termale, motivo per cui la Regione ha finanziato l’Unione Montana perché realizzasse un’analisi geologica dell’area. «Abbiamo ipotizzato l’esistenza di una faglia e fatto analisi tomografiche su tre diverse sezioni» spiega il geologo Andrea Dadomo. «In quella compresa tra la piana di San Martino e le vecchie terme abbiamo notato due “macchie blu” nella rilevazione, che potrebbero indicare la presenza di argille o di acqua salata. Proprio un pozzo già scavato all’altezza delle vecchie terme intercetta quest’area “blu” e prova lì l’esistenza di acqua termale a 25 gradi. Quindi, pensiamo che anche sotto San Martino si tratti di acqua termale, peraltro purissima poiché lontana dal letto del Trebbia. Per togliersi ogni dubbio serve ora un sondaggio, bucando quel terreno e scendendo a 60 metri di profondità. Poi si analizzerà la natura di quella presunta acqua». Con l’acqua termale e il terreno delle “villette” sottratto da speculazioni private, l’idea potrebbe essere quella di costruire lì un piccolo centro di cure termali, diretto dall’Ausl. «Nessuno vuole rifare le Terme di Bobbio e neppure un grosso centro termale: solo un luogo pubblico, legato all’Ospedale di Comunità di Bobbio, dove fare inalazioni, fanghi curativi» spiega il dottor Renato Zurla, che è stato anche uno degli ultimi direttori delle Terme di Bobbio. «Può essere anche un centro di ricerca per studenti, l’ultima occasione che abbiamo per stimolare il turismo di questa valle. Ma non c’è un minuto da perdere. E tutto questo deve stare fuori dalla politica o dalle elezioni, per il bene della gente».
In tutta la partita manca ancora un attore fondamentale: il Comune di Bobbio, i cui amministratori hanno disertato la serata. «Serve – aggiunge il sindaco di Cerignale Massimo Castelli – che il comune condivida queste scelte. E pretendere che chiunque si presenti alle elezioni lo inserisca nel programma elettorale».

(Articolo tratto dal N° 14 del 11/04/2019 del settimanale “La Trebbia”)

 

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