Bobbio, una panchina rossa a ricordo delle donne “violate” PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 29 Novembre 2018 00:00
Panchina rossa

Questa è la storia di Maria. Anni 58. Stuprata alle 2 del mattino sul ciglio della strada da un giovane cosiddetto “perbene”. Era andata a ballare il liscio, Maria. Di solito l’accompagna la figlia. Quella sera ha preso un taxi. Aveva fame, ha preso le patatine in un chiosco vicino. Un giovane la guardava insistente. C’era un sacco di gente, ma non è bastato a frenarne la furia. Maria si è sentita strappare la vita di dosso. È stata violentata, dal giovane che la guardava. Due uomini scesi da un furgone, anzichè aiutarla, hanno fatto pipì in strada. Maria, quando lui ha finito i suoi comodi, ha vomitato tutta la notte. Ha fatto denuncia, l’hanno preso. La storia è crudelmente vera: «Adesso la gente, sapendo quel che mi è successo, fa finta di non conoscermi», è la testimonianza portata a Bobbio, domenica mattina, dalla voce registrata dell’attrice Marina De Juli. «Alle 2 di notte, in fondo, anziché andare a ballare il liscio una può starsene a casa, no?! Il male, da quella notte, mi brucia il cervello, il cuore. Mi ha ruciato la vita».
Per Maria, ma anche per Paola, Sonia, Angela, Elena, Francesca e tutte le altre donne, i piccoli calciatori della Bobbiese (futuri uomini) hanno tagliato il nastro, con il sindaco Roberto Pasquali, a un luogo-simbolo in piazza SanFrancesco: una panchina “rossa”, rossa come il sangue, rossa come il coraggio. È stata  fortemente voluta dal Lions Club di Bobbio e l’iniziativa ha ricevuto il sostegno dei commercianti, di Kardios e dell’amministrazione.
Preziosi i pensieri degli studenti del “Tramello”, accompagnati dai docenti e dalla preside Sabrina Mantini. Hanno analizzato la donna nella storia, dal Cantico dei Cantici passando per Dante, Shakespeare, Merini. La voce di Maddalena Scagnelli, con la fisarmonica di Franco Guglielmetti e la chitarra di Enrico Visalli, è  entrata nelle pieghe della psicologia, col canto. «La panchina resta un contenitore aperto. Chiunque può lasciare riflessioni, pensieri...», è l’auspicio di Nicoletta Guerci dei Lions, curatrice del “progetto donna” a livello distrettuale. Con lei, la presidente Doriana Zaro Alberti e le altre instancabili “leonesse”.
Anche a Marsaglia, domenica scorsa dopo la Messa, in piazzetta Genova c’è un “punto rosso”. Dal quale non stancarsi mai di dire “No” alla violenza.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 39 del 29/11/2018 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Dicembre 2018 23:40
 

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