In vendita per un milione di euro gli scheletri delle villette delle Terme PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 28 Settembre 2017 00:00

Le villette delle Terme di Bobbio

Fa acqua da tutte le parti il caso delle nostre terme. Esce preziosa acqua bianca, sulfurea, dai tubi dell'ex stabilimento. Finisce in Trebbia, imbianca gli orti. Oro, da altre parti d'Italia. Qui, uno spreco, che scorre sotto a una colata di cemento e allo scheletro della vecchia struttura, dove oggi bivaccano i vagabondi. Di fronte, dall'altra parte della Statale 45, le villette che dovevano finanziare il rilancio sono scheletri di cemento armato nel nulla: dovevano avere anche l'idromassaggio. Il tetto c'è, sotto manca tutto. Lusso e Appennino, da sempre, faticano ad andare d'accordo su una superfìcie che oggi è di 54.792 metri quadrati, in vendita per un milione di euro.
Le offerte, per l'acquisto della lottizzazione delle villette (non dell'area delle terme, della quale non si sa più nulla), devono arrivare entro il 7 novembre alle 16 al Tribunale di Torino (via Casalis 49): la società torinese che le doveva costruire è fallita, per questo la vicenda si è spostata, senza un acquirente , in Piemonte.
Legambiente annuncia la presentazione di un progetto. Si parla di edilizia sociale. «Vorremmo coinvolgere le istituzioni e la Regione Emilia-Romagna, dopo aver elaborato una nostra proposta», anticipa Antonio Fossati. «Di certo le villette andrebbero demolite». Ma anche quello ha un costo: di demolizione, burocrazia e smaltimento. «Ad oggi l'ingresso di Bobbio, la Città turistica per eccellenza, ha un impatto devastante per quella lottizzazione  incompiuta», sottolinea il presidente dell'Unione montana Valtrebbia Vallurelta, Lodovico Albasi. «Un impianto termale in Valtrebbia sarebbe un valore per tutto il territorio».
Oggi vi sono in regione 23 stabilimenti termali convenzionati con il sistema sanitario. Secondo gli ultimi dati Istat, il turismo a Bobbio è cresciuto del 32,4 per cento in un anno. Chissà quanto crescerebbe se la parola "wellness", culto del benessere, tornasse di moda in quello che oggi è un luogo dimenticato.

(Articolo tratto dal N° 34 del 28/09/2017 del settimanale “La Trebbia”)

 

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