Terme di Bobbio, fine di un sogno. Dichiarato il fallimento. PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 02 Febbraio 2017 00:00

Terme di BobbioIl Tribunale Ordinario di Torino ha dichiarato il fallimento della società Terme di Bobbio Village. Così, con un atto di tribunale e un lapidario annuncio in consiglio comunale, è finito il sogno del rilancio dello stabilimento termale di Bobbio: del progetto più volte annunciato da Roberto Garosci, referente societario, restano ora solo gli scheletri di decine di villette mai realizzate. Avrebbero dovuto finanziare una vera e propria spa, nel cuore della valle, e invece ora sono un pugno nello stomaco, per chiunque arrivi da Genova a Bobbio.
Il progetto prevedeva la rimozione del vecchio impianto termale per lasciare spazio a una nuova struttura; l'iniziativa doveva essere finanziata dalla costruzione di una nuova area residenziale, circa cinquanta villette. La fine dei lavori era stata inizialmente prevista per la fine del 2014. Gli anni sono passati, senza risultato. Nel corso del tempo, si sono alternate diverse proposte, tra cui la trasformazione della piana di San Martino, dove sorgono gli "scheletri" delle villette, in un albergo diffuso in vista di Expo 2015.
Oggi alle terme c'è solo una colata di cemento, mentre l'acqua - utilizzata fin dai tempi dei romani, continua a scorrere inutilizzata e libera nella Trebbia.
Il sindaco Roberto Pasquali, annuncia ora un’azione legale, per far sentire la propria voce nei confronti della società. Una voce che, di fronte a un fallimento che sembra una saracinesca piombata sulla questione, sembra ora più flebile che mai, così come sembra lontanissima quella clausola che indicava un milione di euro di risarcimento, in caso di mancata consegna dei lavori.
«Abbiamo incaricato un avvocato, Cristina Capra, di seguire la questione -dice il Sindaco ~. Stiamo lavorando per seguire l'e­volversi della situazione. Vogliamo capire, già nelle prossime settimane, se sia possibile convocare un incontro con il cura­tore fallimentare. Stiamo cercando, il più possibile, di stringere i tempi. La situazione, purtroppo, è questa, e non possiamo fare diversamente».

(Articolo tratto dal N° 5 del 09/02/2017 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2017 19:03
 

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