Bobbio, cucciolo di cinghiale passeggia in piazza PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da Elisa Malacalza   
Lunedì 06 Febbraio 2017 00:00

Bulla

Due anni fa, era entrato un capriolo in Duomo a Bobbio. Sabato scorso, un cinghiale è stato più rispettoso, si è fermato sul sagrato, suscitando l'attenzione dei passanti: si è trattato, precisamente, non di un cinghiale qualunque, ma di Bulla, la cinghialina che, ormai da tempo, è stata adottata dalla gente di Bobbio.
«Sembrava abituata alla presenza dell'uomo, infatti. Tanto che si è lasciata avvicinare senza fatica», ha spiegato Paolo Agosti, che ha scattato le fotografìe riportate in pagina. Qualcuno sorride, e con affetto dice che è don Paolo Cignatta, parroco del Duomo, ad attirare gli animali. Un po' come una specie di San Francesco dei tempi moderni. Ma lui non ne vuole sentir parlare: «Non mettetemi in imbarazzo con queste battute», ride. «Amo molto gli animali, certo. Alcuni cittadini mi hanno chiamato e affacciandomi dal balcone ho visto questo cucciolo di cinghiale».
Il cucciolo è stato riaccompagnato nella zona sotto al ponte Gobbo, da dove proveniva. Se n'è occupato personalmente il sindaco, Roberto Pasquali. Che, interpellato, ha riferito: «Si tratta di un animale innocuo, negli ultimi tempi è diventato la mascotte del paese. Prossimamente ci organizzeremo per catturarlo e liberarlo in una zona boschiva più indicata per la sua crescita». E intanto sui social network i commenti si sono scatenati: "Il cinghiale è la mascotte del Bobbio volley", hanno sottolineato alcuni, riferendosi al fatto che, ad arrivare tra i primi sul posto, c'era Agosti, referente della squadra di successo. "Che bella, la nostra Bulla", hanno aggiunto altri. "Adottiamola", hanno concordato in molti. Di certo, la coesistenza tra la comunità della montagna e gli animali selvatici si fa sempre più stretta: negli ultimi anni, è sempre più frequente, infatti, incontrare ungulati nei paesi.
Anche le tracce del lupo, soprattutto con l'arrivo del freddo, si sono fatte più frequenti, nei pressi dei borghi abitati, in particolare della Valboreca. A novembre, un intero branco di cinghiali, circa 15 esemplari dai 40 ai 70 chili, aveva seminato il panico sulla via Emilia, alle porte di Fiorenzuola, in località Felina, causando un incidente. In agosto, sempre a Bobbio, una femmina di cinghiale con una decina di cuccioli era stata avvistata, di notte, a pochi passi dalle case, tra via Genova e via del Commercio.
Nel Piacentino i piani di controllo si sono intensificati molto negli ultimi anni. I numeri degli abbattimenti, in parte riportati nella sezione dedicata alla fauna e alla caccia sul sito internet della Regione Emilia Romagna, sono sensibilmente aumentati: nella stagione 2000-2001 i capi abbattuti erano stati 739, mentre nel 2013- 2014, che rappresenta il più recente dato disponibile, ne sono stati soppressi 2.336. Di questi 1.686 nell'ambito della caccia, mentre i restanti 650 nei piani di controllo, attivati proprio per contenere la presenza dei cinghiali nei centri abitati, in pianura e prima collina.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 5 del 09/02/2017 del settimanale “La Trebbia”)  (Fotografia di Paolo Agosti)

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2017 19:01
 

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