Due paesi “liberati” con l’esplosivo PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 14 Aprile 2011 00:00

Potrebbe sembrare l'inizio di un film d'azione all'americana, dove gli eroi in elicottero salvano una quindicina di anziani da una frana minacciosa. Invece è la realtà, e potrebbe essere la fine per l'odissea degli abitanti di San Cristoforo e Mogliazze. Quattro cariche sono state fatte "brillare" ieri, per un totale di 70 chilogrammi di esplosivo arrivati su camion speciali e in elicottero a San Cristoforo di Bobbio. Qui il 12 novembre scorso una frana aveva spaccato in due la strada comunale isolando una quindicina di abitanti, la quasi totalità dei quali anziani.

 

L'intervento, appaltato dal Comune di Bobbio a una squadra di rocciatori di Belluno, è proseguito con altre tre cariche.

 

L'intervento da 77mila euro (fondi di protezione civile regionale arrivati lo scorso dicembre) non si ferma qui: «Abbiamo fatto richiesta al direttore Demetrio Egidi di altri 60mila euro - annuncia il sindaco di Bobbio, Marco Rossi - in modo da mettere la parola fine a questa disavventura. Ora aspettiamo il termine di questo primo intervento e poi potremo togliere l'ordinanza di divieto di transito".

 

La frana si era staccata precisamente fra la notte di giovedì 11 novembre e la mattinata di venerdì 12 nella zona detta "Le Rocche ", sopra la località Cascine Le Piane: sono trascorsi 139 giorni di isolamento e di spostamenti esclusivamente a piedi, durante i quali non sono mancate le proteste per il prolungarsi dell'avvio dei lavori. Tra i più agguerriti sostenitori dell'urgenza di un intervento risolutivo, il medico Piero Mozzi: era stato lui negli anni '70 a creare l'ecovillaggio dedicato alla medicina naturale a Mogliazze, poco prima di San Cristoforo. Una risorsa economica danneggiata dalla strada chiusa alle auto e da questi piccoli   paesini  diventati "fantasma" a causa del pericolo, cresciuto con il ghiaccio, la galaverna e la neve dei mesi scorsi: ma, ostinati, alcuni abitanti non hanno lasciato le proprie case, a costo di un Natale in solitudine.

 

I primi lavori erano stati quelli di disgaggio manuale. Poi, nei giorni scorsi, si è intervenuto con la trapanatura per il posizionamento delle mine. Ora si intravede una possibilità almeno per la stagione estiva, quando gli appassionati delle escursioni, soprattutto  a  cavallo, potrebbero tornare nella valle del Carlone, dove si trova una cascata termale particolarmente apprezzata. «Quando è esplosa la terza carica - ha commentato in diretta dalla frazione il vicesindaco Michele Frassinelli - è sceso molto materiale roccioso dalla scarpata. È esploso anche il roccione più grande, quello che destava maggiore preoccupazione». Il transito, durante l'intervento di messa in sicurezza, resta vietato a tutti oggi, anche a piedi.


Elisa Malacalza

 

(Articolo tratto dal N° 15 del 14/04/2011 del settimanale “La Trebbia”)
 

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:27
 

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