San Cristoforo, la frana e la strada… cronaca di un abitante PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Bobbio
Scritto da Il Piacenza   
Giovedì 09 Dicembre 2010 00:00
Frana delle Rocche
La frana delle Rocche vista da Moglia

Storia di una Valle "solitaria e selvaggia" ed oggi isolata.
Il paese di San Cristoforo, situato nella Valle del Carlone a 650 m. sotto le cime di Costa Ferrata 1.036 m., venne fondato dai monaci dell'Abbazia di San Colombano in epoca longobarda come cella monastica che crebbe divenendo un fiorente villaggio già citato in un diploma imperiale del 972 con il nome di "Viulio" il nome attuale deriva in epoca napoleonica dal nome della parrocchia. Era famoso per la sua Castata Termale le cui fonti ritenute dai monaci terapeutiche e da taluni "miracolose", ma anche per le cave di pietra dura e "ciappe" per coprire i tetti delle case, tanto che nel medioevo i residenti erano esentati dalle tasse con i cambio il trasporto edile fino al monastero.
L'agricoltura era comunque il settore che rendeva famoso San Cristoforo, fra i 400 e 700 m. nella valle del Carlone, una valle solitaria e selvaggia, una conca fertile esposta al sole di mezzogiorno, ancora oggi è famosa per le sue "primizie", i primi frutti, le fragole, le prime verdure e pomodori, fino all'uva ed alle castagne sono le prime a maturare di tutta la zona.
I

 

Il passato ed il presente.

San Cristoforo mantiene inalterato nel tempo la sua struttura antica medioevale, con edifici in crudo sasso e copertura in pietra, tanto che ha il vincolo storico rurale, unico dopo il Centro Storico di Bobbio. Però dai 300 abitanti degli anni '50, con florido commercio, il mulino, le scuole, ecc., oggi il paese si è ridotto ad una decina di irriducibili, per lo più pensionati, più la coop. bioagricola delle Mogliazze.
Un altra peculiarità scelta fin dall'antichità dai monaci era il luogo solitario ed isolato, anche se collegato fra i monti da una miriade di strade e sentieri oggi segnalati dal Cai ed anche Ippovie, ma d'inverno quasi irraggiungibile, la strada venne ultimata solo negli anni '60 ed asfaltata solo recentemente, sempre l'ultima ad avere il telefono, l'acquedotto o altri servizi. Negli ultimi anni ha ricominciato a rifiorire con la sistemazione delle abitazioni ristrutturate rispettando l'antichità specie la chiesa ed il centro più storico come per la "Casa Fortificata" ex monastero, di forma ovale, l'ex mulino ed alcune Cascine ed il vicino abitato delle Mogliazze ristrutturato completamente da una cooperativa bioagricola gestita dal dott. Piero Mozzi e dalla sua famiglia. L'economia è semplice, agricoltura biologica e seconde case, orti e campi coltivati ormai per passione, ma ora l'isolamento rischia di compromettere queste attività.
I residenti anziani si ricordano di quando la strada era una mulattiera e si andava a piedi o con il mulo al mercato del sabato per vendere i prodotti e ritornare con altre mercanzie, ma ora non ci sono più i muli e l'età non è più quella giovanile.
Il Comune di Bobbio pulisce la strada dalla neve, da massi e materiale franoso, rischiando sempre ... infatti ogni minuto, come una "spada di Damocle", parte un masso che potrebbe precipitare fin sulla strada colpendo inevitabilmente il malcapitato che per sventura passasse in quel frangente.
La neve delle settimane scorse ha "congelato" brevemente il problema frana, aggiungendo il problema ghiaccio, poi la galaverna ha abbattuto piante e rami ed il disgelo improvviso ha creato il finimondo, accelerando la frana mai sopita. Oggi c'è il sole, tira un forte vento caldo di Fohn che ha quasi fatto scomparire in breve tempo il mezzo metro di neve delle scorse nevicate, alcuni escursionisti hanno approfittato per una passeggiata al sole fino alle vette della vallata...

Gian Luca Libretti da http://www.ilpiacenza.it/

La cronaca:

Circa quindici persone isolate, dal mese scorso. Una montagna che si sta sgretolando, lentamente, eruttando in continuazione melma, fango, detriti, sassi. Sono giornate di paura, queste, per i residenti nelle frazioni di San Cristoforo e Mogliazze, sopra Bobbio. 
Sono due le frane segnalate: una prima "colata" di fango ha interrotto tutti i collegamenti, rovinando sulla strada comunale. Una seconda, invece, udita chiaramente da alcuni cacciatori nei giorni scorsi nella zona, ha addirittura bloccato alcune macchine tra le sassaiole. I residenti nelle frazioni di montagna sono isolati. Lo riporta con un dettagliato articolo Elisa Malacalza su Libertà.
Una donna è riuscita a raggiungere l'ospedale, avendo necessità di impellenti cure mediche, solo dopo una settimana. Altri abitanti segnalano un paesaggio "apocalittico", con fango, ghiaccio, alberi abbattuti, come fosse il risultato di una scossa tellurica. Gli amministratori di Bobbio, dopo aver contattato la protezione civile, stanno aspettando una risposta per la messa in sicurezza della strada, ormai cosa sempre più necessaria visto il rischio, per nulla remoto, di altre frane. 


http://www.ilpiacenza.it/

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:31
 

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