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La Provincia di Alessandria, nella persona di un suo dirigente, l’ing. Coffano, ha preannunciato che intende inviare la pratica relativa al progetto di impianto eolico da 42 torri della Equipe Giarolo alla presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto ha espresso parere negativo anche la Soprintendenza ai Beni culturali, organo periferico del Ministero dei Beni culturali (MIBAC) e la legge 241/90 in tal caso prevede la remissione della decisione al Consiglio dei ministri.
La lunga sequenza di pareri sfavorevoli nuovamente espressi nei confronti di questo impianto eolico che andrebbe a devastare i crinali del monte Giarolo ed Ebro sembra tuttavia difficilmente eludibile, in quanto delinea un quadro di criticità ambientali, sociali ed economiche insormontabili, come tali rilevate dai più autorevoli enti in occasione di ognuna delle Conferenza dei servizi sino ad oggi svolte (comprese quelle relative ai progetti Enel Green Power e Concilium).
E' utile ricordare che la Conferenza di lunedì 16 gennaio è iniziata con la lettura della relazione dell'organo tecnico provinciale. La provincia ha espresso parere negativo per quanto riguarda la compatibilità del progetto rispetto all'avifauna e ai chirotteri (uccelli e pipistrelli). In base allo studio
finalmente prodotto dalla società proponente, il territorio interessato costituisce una rotta percorsa dagli uccelli migratori, inoltre nell'area sono presenti numerose specie tutelate per la loro conservazione e la maggior densità e varietà di specie e' stata rilevata proprio in prossimità dei luoghi dove dovrebbero sorgere le torri. Sempre la Provincia ha osservato come non siamo state superate le criticità viabilistiche, segnalando che ad esempio esiste il problema del ponte del Carmine nelle Strette di Pertuso, che e' fragile e di progettazione vetusta, per cui dovrebbe essere sottoposto a prove di carico. Se non risultasse idoneo a sopportare il peso dei trasporti eccezionali, farebbe si' che venga meno tutta l'ipotesi di trasporto dei componenti delle macchine attraverso la val Borbera.
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La statua del Redentore sulla vetta del Monte Giarolo |
Quanto all'aspetto geologico, la provincia ha rilevato che non e' stato analizzato a sufficienza l'effetto degli scavi sui crinali rispetto alla circolazione idrica sotterranea e non sono state esposte soluzioni ai problemi di dissesto dei versanti, né sono state compiute o previste verifiche di stabilita' dei versanti stessi, anche a livello quantitativo. Si e' concluso che la documentazione geologica e' ancora insufficiente. Il complessivo parere dell'organo tecnico della provincia e' stato quindi negativo rispetto al progetto cosi' com'e' stato presentato ed integrato.
Il funzionario dell'ARPA ha esordito segnalando che l'impatto dell'impianto sul paesaggio sarebbe estremamente rilevante, permanente, non reversibile, non mitigabile. Sulla producibilità di energia, ha affermato che le misurazioni prodotte sulla base dei dati dell'anemometro Tecnogaia installato sul monte Gropà dal giugno 2008 al maggio 2009 con sensori a 30 metri sono insufficienti a stabilire se il sito sia in grado di assicurare la produzione stimata nel progetto (occorrerebbe esaminare i dati di 2 o 3 rilevatori in luoghi diversi e con sensori posti a due terzi dell'altezza prevista del mozzo delle pale) Il MIBAC ha espresso il proprio pesante parere negativo perché il progetto non rispetta il noto vincolo di inedificabilità
nell'intorno di 50 metri dai crinali previsto dalle norme del piano paesaggistico adottato dalla Ragione e perché la zona, pressoché interamente inclusa nei cosiddetti “Galassini”(aree di tutela paesaggistica stabilite dalla legge Galasso), come tale e' considerata di eccezionale interesse paesaggistico, e la realizzazione del progetto la comprometterebbe con modifiche invasive che stravolgerebbero lo stato dei luoghi .
Il settore geologico della Regione Piemonte, circa l'idoneità dei siti scelti, ha espresso parere fin da ora assolutamente negativo rispetto alla collocazione di 18 delle 42 torri, mentre per altre 3 torri mancano i dati e per le altre 21 occorrerebbero ulteriori approfondimenti. Il parere del settore parchi della Regione evidenzia che l'impatto dell'impianto sulla ZPS (Zona Protezione Speciale) Ebro Chiappo sarebbe pesante ed irreversibile, con gravi criticità per la fauna stanziale ancor più che per quella migratoria e altrettanto gravi problemi per i pipistrelli che, in base allo studio prodotto dai progettisti, sono presenti in numerose colonie, anche costituite da specie molto rare. Parere negativo dal settore urbanistico della Regione, visto che le macchine si collocherebbero sui crinali dove esiste il divieto posto dal piano paesaggistico.
Pareri negativi infine dalla Provincia di Pavia, dalla Comunità Montana Terre del Giarolo, dai comuni di Borghetto di Borbera e Fabbrica Curone.
In questa situazione, il Comitato per il territorio delle Quattro Province non può che ribadire la sua richiesta, già espressa nella petizione alla Provincia di Alessandria, che ha raccolto in pochi mesi un migliaio di firme, affinché si abbandonino definitivamente tali progetti che non presentano margini di mitigazione, come evidenziato dai più autorevoli enti, e comporterebbero un danno irreversibile per il territorio interessato, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
Comitato per il territorio delle Quattro Province
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