Mezzo milione di Ici arretrato, Iride “stangata” sulla diga. PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Il Secolo XIX   
Venerdì 26 Marzo 2010 00:00

Il comune di Torriglia ha vinto, a pochi giorni dal rinnovamento della sua amministrazione. E Iride (l'azienda del gas e dell'acqua) dovrà pagare l'ICI per la diga del Brugneto, che insiste per il 90% sul suo territorio: oltre 500 mila euro per il periodo 2004-2008 e 100 mila per ogni anno successivo. Il provvedimento, che rappresenta senza dubbio un "precedente" importante poiché sono più d'uno i centri toccati dall'impianto, è stato disposto nei giorni scorsi dalla Commissione provinciale tributaria. Per la precisione, è stato respinto il ricorso che la stessa Iride aveva opposto alla notifica delle cartelle esattoriali. L'azienda, come già aveva fatto in passato, non rilascia commenti: «Prendiamo semplicemente atto della decisione - spiegano i portavoce al Secolo XIX- stiamo valutando se fare appello».

Il Comune di Torriglia è assistito dal commercialista Enrico Maria Nadasi e dall'avvocato Gianni Marenghi, per Iride sono in campo i legali Livia Salvini e Davide Di Girolamo. All'origine del contenzioso c'è un dettaglio tecnico, dalla cui valutazione dipende l'esito d'una vicenda che rischia di ripercuotersi su vari bilanci. La diga aveva infatti subito una variazione catastale, entrando in categoria D7, quando Amga (poi "assorbita" in Iride) si era trasformata in società per azioni. A quel punto il • gruppo aveva chiesto un nuovo "accatastamento" del manufatto, con una spiegazione netta: «Essendo utilizzata per un fine idropotabile, non può essere tassata». E a corredo veniva presentata la consulenza di illustri fiscalisti. Lo stesso problema si era posto per la normativa sull'Iva: la classificazione "D" rende infatti obbligatorio il pagamento, ma sempre a parere di Iride la struttura dovrebbe essere esentata e - come tale - inclusa in una terza categoria, la "E3". Una bagarre tecnicistica per dire una cosa alla fine piuttosto semplice: nonostante il Municipio della Valtrebbia avesse avuto sul tema il conforto d'un parere dell'Agenzia del territorio, Iride ha sempre sostenuto che le dighe «in generale» non dovrebbero essere soggette a Ici. Il pronunciamento degli ultimi giorni ha infine dato ragione - perlomeno per il primo round - agli amministratori dell'hinterland.

Il ricorso alla Commissione tributaria è arrivato dopo che l'ex sindaco Maurizio Beltrami, eletto dopo anni di "regno" da parte di Maurizio Cevasco, aveva fatto notificare a Iride l'accertamento fiscale sugli anni a partire dal 2004 (il periodo precedente è prescritto, ndr). E però non v'è dubbio con una strettamente politica poiché ancora Beltrami - che aveva fatto dell'iniziativa un cavallo di battaglia - non è rimasto in sella molto. Il Tar ha infatti annullato le consultazioni dello scorso giugno, e oggi il paese è retto da un commissario nominato dalla Prefettura.

Non solo. Domenica prossima, in concomitanza delle regionali, gli elettori di Torriglia torneranno alle urne per le comunali: in corsa per la carica di sindaco ci sono nuovamente Maurizio Beltrami, commerciante di 42anni,con la lista civica "Insieme per il futuro", Paola Casazza, avvocato trentottenne, con "Torriglia 2010", e Fabio Scolozite, portuale di 40 anni, con i "Comunisti per Torriglia".

Una richiesta analoga di pagamento tasse a Iride era stata presentata nei mesi scorsi (sebbene le cifre richieste fossero inferiori) pure da Rondanina. A conferma di come, a seguito del precedente fissato dalla Commissione tributaria, potrebbero essere numerose le istanze nei confronti dell'ex municipalizzata.

Matteo Indice

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 26/03/2010)

 

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