“C'è grande richiesta, è diventato difficile trovarne altri nuovi" PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Il Secolo XIX   
Martedì 02 Febbraio 2010 00:00
«Al mattino mi manca il loro saluto. Era bello ed emozionante». Emanuela Criniti mamma ventottenne di due bambine, non nasconde la sua afflizione. Le sue due asine, Penelope e Genoveffa, se l'è portate via un fulmine durante una tempesta estiva. «È successo a luglio. Mi mancano e anche alle bambine. Ora ne cerco altre». Viveva a Prato, Emanuela, in Valbisagno. «Ma fin da piccola era la vita in campagna che volevo. Il mio sogno l'ho coronato con Nico, il mio compagno. Viviamo qua. E siamo contenti». Senza tv o collegamento internet Nico Modesto, 38 anni, e la sua Emanuela, abitano a un chilometro da Torriglia, trentacinque chilometri da Genova, nuovi contadini in fuga dalla città. La loro azienda agricola chiamata "Pensa" è soprattutto un'oasi dove vengono accolte specie animali in via d'estinzione. Le due asine colpite dal fulmine sei mesi fa, rientravano nel fortunato serraglio di animali mai sfruttati ma allevati per affetto. «Gli asini sono molto intelligenti - ricorda ancora Emanuela - danno un affetto smodato. Al mattino, sempre alla stessa ora, Penelope e Genoveffa mi svegliavano ragliando. Allora, dovevo aprire la porta. Mi avvertivano che era l'ora di mangiare». Assieme a Penelope Genoveffa, due asinelle di Amiata, alla Pensa sono state accolte mucche cabannine e "maiali dalla cinta senese".
«Tutti animali in via d'estinzione. Rendono poco ma ci danno tanto affetto». Per la famiglia Modesto, questa è la ricetta della felicità.
Ora però il problema è un altro: «Di asini c'è grande richiesta - fanno sapere alla Pensa - non sappiamo dove prenderli. Tutti li vogliono ma gli allevamenti sono davvero pochi. Il ricordo di Genoveffa e Penelope è forte.
«Le bambine portavano da mangiare. Erano animali buoni. E poi con loro ho visto il primo parto di un'asina. Molto emozionante». La scelta di Emanuela e Nico è stata radicale: «All'inizio avevamo un po' paura che le bimbe non si trovassero bene. Invece, dopo poco abbiamo visto come sono contente». Non usano le mail, i Modesto, e vivono del raccolto che vendono o al mercato di Torriglia o direttamente nel loro podere sperduto. (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 02/02/2010)

Leggi l'articolo. "La rivincita dell'asino, "adozioni" raddoppiate"
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Febbraio 2010 17:20
 

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