Diga, Torriglia chiede l'ICI: «Da Iride 500 mila euro » PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Il Secolo XIX   
Giovedì 24 Dicembre 2009 00:00

Il comune di Torriglia chiede a Iride (l'azienda del gas e dell'acqua) di pagare l'ICI per la diga del Brugneto, che insiste per il 90% sul suo territorio: 500 mila euro per il periodo 2004-2008 e 100 mila per ogni anno successivo. L'azienda ribadisce di non dover saldare l'imposta e ha fatto ricorso in Commissione tributaria, dove ieri si è tenuta la prima udienza. Il Comune di Torriglia è assistito dal commercialista Enrico Maria Nadasi e dall'avvocato Gianni Marenghi, mentre per Iride sono in campo i legali Livia Salvini e Davide Di Girolamo. All'origine del contenzioso c'è un dettaglio tecnico, dalla cui valutazione dipende l'esito d'una vicenda che potrebbe rappresentare un "precedente" per certi aspetti clamoroso. La diga aveva infatti subito una variazione catastale (entrando in categoria D7) quando Amga (poi "assorbita" in Iride) si era trasformata in Spa. L'azienda, a quel punto, ha chiesto un nuovo "accatastamento" del manufatto «essendo la diga utilizzata per un fine idropotabile e quindi, a giudizio di illustri fiscalisti, non tassabile». L'operazione di Iride era già scattata per la normativa sull'Iva: la classificazione "D" rende obbligatorio il pagamento, ma la struttura dovrebbe essere esentata e - come tale - inclusa nella categoria "E3" e di conseguenza manlevata dall'imposta. Insomma, contrariamente a quanto pensa il Municipio della Valtrebbia, che pure ha avuto sul tema il conforto d'un parere dell'Agenzia del territorio, Iride ritiene che le dighe non siano soggette a ICI. Il ricorso alla Commissione tributaria è arrivato dopo che l'ex sindaco di Torriglia Maurizio Beltrami, eletto dopo anni di "regno" da parte di Maurizio Cevasco, aveva fatto notificare a Iride l'accertamento fiscale dal 2004 (gli anni precedenti sono prescritti, ndr). E però la vicenda tributaria s'incrocia con una strettamente "politica", poiché Beltrami - che aveva fatto dell'iniziativa un cavallo di battaglia, ribadendo che la precedente amministrazione era rimasta inerte su questo fronte - non è rimasto in sella molto. Il Tar ha infatti annullato le consultazioni dello scorso giugno, e oggi il paese è retto da un commissario nominato dalla Prefettura. Difficile, al momento, prevedere come andrà il contenzioso, anche perché una richiesta analoga era stata presentata nei mesi scorsi (sebbene le cifre richieste fossero inferiori) pure da Rondanina. È infatti concreta la possibilità che altri comuni dell'entroterra possano avanzare all'ex municipalizzata - ora quotata in Borsa con un'alleanza tra Genova e Torino -richieste di pagamento. Quella del Brugneto non è la sola diga che insiste sui piccoli centri.

M.Ind.

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 24/12/2009)

 

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