Molino Trebbia alla ricerca dell'acquedotto dimenticato PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Il Secolo XIX   
Giovedì 30 Aprile 2009 07:41

E’ un grappolo di case, la località Molino Trebbia, che si incontra salendo in valle subito dopo la galleria Montebruno, dove ancora c'è un mulino in pietra del 1400, bello specchio di architettura rurale della Val Trebbia. Ci vivono, anche se spesso solo nei weekend o in estate, nove famiglie accomunate da un fatto stranissimo: non sono allacciate all'acquedotto, e per avere l'acqua in casa hanno dovuto fare un allaccio "artigianale" a una vicina sorgente. Che, però, se va in secca o gela (e in inverno è facilissimo che succeda) è un guaio.
Un lavoro che ha fatto Antonio Ferrante, portavoce del minuscolo gruppo di molinesi, senza il quale si dovrebbe attingere acqua di pozzo, come ai tempi in cui Berta filava. «È dal 2000 che chiediamo l'allacciamento all'acquedotto di Torriglia - si lamenta Ferrante - ed è dal 2000 che ci fanno promesse e poi retromarcia, con la solita scusa: soldi non ce ne sono. Ma nel terzo millennio, pare possibile che ci sia gente che non ha l'acqua corrente, e che sia costretta al fai-da-te per ottenerla? Non siamo anche noi cittadini di Torriglia, come gli altri? E poi, se non bastasse la storia dell'acqua, a Molino Trebbia al calar del sole non si vede a un passo: tutte le stradine sono buie, c'è un lampione solo in una piazzetta, e chi esce si porta con sé la torcia».
È vero che Molino Trebbia si "popola" solo in estate e nei fine settimana, ma c'è anche una coppia che vive stabilmente nel piccolo borgo della Val Trebbia , e ogni giorno fa 40 chilometri all'andata e 40 al ritorno per andare a lavorare a Genova.
«È troppo chiedere al comune l'allacciamento all'acquedotto e qualche lampione in più, visto che paghiamo 300 euro di tasse sulla seconda casa?», si chiede Ferrante.
Il sindaco di Torriglia Fabio Fossa, replica così: «Un lavoro del genere costerebbe moltissimo, circa 60 mila euro ed è noto purtroppo a tutti che le nostre casse sono in rosso. E poi, non è solo un problema di costi, anche di competenze, in quanto ci sono altri enti coinvolti. Comunque posso garantire che faremo il possibile per riuscire a intervenire ».

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 30/04/2009)

 

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