Torriglia contro il parroco “in borghese”. Lui: Venite a messa PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Il Secolo XIX   
Sabato 05 Settembre 2015 00:00

Don Pietro CazzuloPer tutti è il prete dei record, con una ventina di parrocchie da seguire e una cinquantina di chiesette, cappelle e oratori, in cui dir messa. Don Pietro Cazzulo, parroco della Val Trebbia, è adesso al centro di un caso di fine estate riguardo il suo abito talare: troppo spesso riposto nell’armadio della sacrestia di Torriglia, il paese dei canestrelli dove risiede, e quasi mai indosso. Qualche giorno fa alcuni fedeli si sono apertamente lamentati (anche sui social) del fatto che don Pietro è abitualmente vestito con abiti borghesi, come un qualsiasi laico. Pare che a scandalizzare alcuni fedeli sia stata la presenza del sacerdote a una messa in montagna, celebrata con indosso i jeans e una t-shirt.
L’interessato, ricordando che quando va in giro per le campagne e per i tanti paesi della Val Trebbia ha comunque sempre al collo una croce anche sul vestito borghese (solitamente pantalone grigio e maglietta blu), ha scelto di rispondere direttamente dal pulpito durante le celebrazioni per la patrona di Torriglia: «Chi si lamenta dovrebbe venire più spesso a messa, perché lì mi potrebbe trovare in abito talare tutti i giorni», ha tuonato dal pulpito ricordando come l’abito non faccia il monaco e neppure il prete di campagna.
Poi, a taccuino aperto ha ribadito: «Io non leggo Facebook anzi non so neppure come funziona, non perché non amo il progresso ma perché non ho tempo – dice – Ma conosco bene un paio di coloro che si lamenta e mi è sembrato giusto rispondere. Io quest’estate ho fatto 450 chilometri per poter dire almeno una messa in ognuna delle capellette della vallata, che d’inverno poi sono irraggiungibili per la neve. Da un paio di settimane faccio il manovale per dare una mano all’apertura della casa di riposo di Marzano, ogni domenica dico messa in sei chiede diverse. Provate un po’ a farlo con l’abito talare? Io metto i jeans e continuerò a farlo, portando la parola di Dio così come sono». Dipendente diretto dal vescovo di Tortona, perché la diocesi da cui dipendono i paesi della vallata fanno riferimento a quella diocesi, il parroco dei record ha già ricevuto la solidarietà della sua curia.
Ieri anche il sindaco di Torriglia, Maurizio Beltrame, è intervenuto a favore di don Pietro: «Accusarlo per il modo di vestire? Non scherziamo per favore. E ringraziamolo per tutto quello che fa. E poi dopo tanti anni passati qui, don Pietro lo conoscono alle pietre; potrebbe anche girare in costume da bagno che lo conoscono lo stesso…».
Attualmente don Pietro si occupa delle parrocchie di Sant’Onorato in Torriglia, San Giacomo in Laccio, San Pietro Apostolo in Pentema, Santa Maria in Porto, Comune di Fascia, San Michele Arcangelo in Carpeneto, San Carlo in Cassingheno, Santissima Annunziata in Fascia, Comune di Rondanina, San Nicola da Bari in Rondanina, Comune di Propata, San Giacomo in Bavastrelli, San Lorenzo di Propata, Comune di Montebruno, Santa Maria Assunta in Montebruno. Unendo tutte le chiese su una cartina con una linea, si ottiene un itinerario lungo come il Giro d’Appennino: difficile percorrerlo con la veste ecclesiale.

Edoardo Meoli

http://www.ilsecoloxix.it (05/09/2015) (Fotografia: Marco Gallione)


 

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