Torriglia stanzia 300 mila euro per la bonifica della discarica Stampa

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Torriglia
Scritto da Marco Gallione   
Martedì 02 Dicembre 2008 01:00
Lassù, dove sorgeva la tanto discussa discarica di Torriglia, nella località Valla, si prospetta un cambiamento di immagine, un ritorno all'antico. Presto ci sarà di nuovo la campagna, con prati verdi e alberi che sorgeranno al posto dell'impianto di smaltimento rifiuti urbani che ha accolto per anni la spazzatura di tutta la vallata e che è stato origine di vivaci scontri. La discarica era stata definitivamente chiusa dalla magistratura nel 2003, dopo un paio di incidenti.
È stato approvato dalla giunta comunale presieduta dal sindaco,l'avvocato Fabio Fossa, il progetto dei lavori di bonifica del sito, curato dall'ingegner Giorgio Brezzo, ed è stato affidato l'appalto per gli interventi di recupero alla ditta "Gruppo Pensiero" di Cairo Montenotte. I lavori, per un costo complessivo che si aggira sui 300 mila euro, dovrebbero cominciare - salvo imprevisti - nella prossima primavera. «Ora si è messa davvero la parola fine a tutta la vicenda - spiega il sindaco Fossa - ed è una fatto molto importante, che dovrebbe mettere fine anche a ogni genere di polemiche».
Saranno soddisfatti tutti coloro che in questi anni hanno chiesto e spesso ottenuto il sequestro del sito, ritenendolo pericoloso, come il gruppo Comitato Difesa dell'Appennino. « Sì, certo, ma vorrei far notare che il problema dello smaltimento rifiuti in Valtrebbia resta inalterato, e di difficile soluzione.
Dopo la chiusura di Valla, Torriglia e gli altri sette comuni della vallata devono portare i loro rifiuti urbani a Scarpino. A parte il fatto che la discarica genovese sta scoppiando, c'è il grave problema dei costi di trasporto e smaltimento, che per i piccoli comuni è un grosso onere».
E quindi, dato per scontato che a Valla non si riaprirà più e che la bonifica trasformerà il sito, le problematiche restano, secondo il sindaco, e sono parecchie.
«Infatti - spiega ancora Fossa - da tempo ci stiamo guardando in giro, cercando soluzioni alternative. E vorremmo riuscire a creare una sorta di consorzio con gli altri comuni della Vallata; abbiamo fatto diverse riunioni con gli altri sindaci, per un progetto comune ma non è una cosa facile. Siamo otto comuni, tutti con problematiche diverse, a dal primo gennaio 2009, con la riprogrammazione delle Comunità Montane, si aggiungeranno anche Bargagli e Davagna, due paesi piuttosto popolosi. Ne parleremo ancora, per vedere di organizzarci, per trovare una soluzione che sia economicamente apprezzabile».
Ma il problema più delicato è trovare un sito di stoccaggio rifiuti alternativo a Scarpino, molto costoso e in via di saturazione ma non è facile trovare una soluzione.
«Abbiamo pensato al Basso Piemonte, ma non c'è niente da fare - dice Fossa - e poi lì il trasporto dei rifiuti e lo smaltimento sarebbero ancora più cari che a Scarpino. Forse potremmo provare un abboccamento nelle valli del Piacentino, dove i costi sarebbero minori. Ma è un programma ancora tutto da verificare, discutere, decidere».

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 02/12/08)
 

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information