Commento di Raffaele Raffo su un contributo limitato alla messa in sicurezza SS45 PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Statale 45
Scritto da Raffaele Raffo   
Giovedì 15 Novembre 2012 00:00

Si apprende dalla stampa locale la notizia che sono in arrivo 12,38 milioni per l'SS 45, ma è come un treno limitato alle piccole stazioni, perché l'importo di cui sopra sembra destinato alla messa in sicurezza e alla manutenzione. Senza voler negare gli interventi d'emergenza.
A questo punto l'ammodernamento vero e proprio, ancora una volta è di la da venire. Sul versante piacentino, ripeto, per l'ennesima volta, che il tratto da prendere in seria considerazione è quello compreso tra San Salvatore e Valsigiara di 20 Km circa; l'ammodernamento dell'intero segmento sia pure suddiviso in tre lotti di fattibilità: Valsigiara - Ponte Lenzino, Ponte Lenzino - Marsaglia, Marsaglia - San Salvatore, metterebbe l'intero percorso in piena e definitiva sicurezza.
La somma stanziata per la manutenzione e vari interventi, con l'aggiunta di qualche milione sarebbe sufficiente a realizzare ex novo uno dei lotti sopra citati.
La rettifica della statale oltre ad incrementare l'economia della valle avrebbe una sicura valenza per Genova, capoluogo di regione nonché primo porto d'Italia e Piacenza, importante nodo stradale.
Si rimane alquanto basiti dal lento procedere del miglioramento della 45 pur essendo interessate due città e due regioni.
Da un articolo del giornale Libertà del 13 Aprile 1965, nel sottotitolo compare che l'allora sindaco di Genova Ing.re Augusto Pedullà in una lettera inviata al ministro di lavori pubblici ricorda al destinatario che la sistemazione della statale di Val Trebbia è di "vitale respiro per il porto".
A questo punto si può dire che l'arteria ha valore di portata nazionale, collegherebbe rapidamente in linea diretta, il porto di Genova con la Val Padana. Nell'articolo risalente al 1965 di "Libertà", si evidenzia che i sindaci di Val Trebbia e della Val Bisagno chiedono altri 43 Km di ammodernamento nel prossimo quinquennio.
Per la verità nella seconda metà del secolo scorso sono stati realizzati molti tratti di ammodernamento, rimangono allo stato quo, quelli più impervi e disagevoli. Mei primi 12 anni del 2000 non si è visto ancora nulla: ci si accontenta solo di messa in sicurezza e di manutenzione?

Raffaele Raffo

(Articolo tratto dal N° 40 del 15/11/2012 del settimanale “La Trebbia”)

 

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