Imu e SS45, la questione vera è l'accesso alla nostra montagna PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Statale 45
Scritto da Raffaele Raffo   
Giovedì 17 Maggio 2012 00:00

Tuttavia condivido le preoccupazioni e le rimostranze del presidente della Comunità Montana della Val Trebbia e del Sindaco di Ottone in seguito alla prossima (eventuale) applicazione di una super imu anche in una valle in perenne stagnazione e regressione.
Ma il problema non è tanto il nuovo balzello che sicuramente verrà stemperato, la questione vera è che la nostra montagna, pur avendo tutti i requisiti naturali per un soddisfacente ed appagante turismo estivo, non decolla.
La ragione la cono­scono anche i sassi: è la difficoltà di accesso alla zona. Per rimuo­vere lo scoglio viario dell'alta Val Trebbia ho l'impressione che si faccia ben poco. L'imposta municipale unica più che un motivo per piangersi addosso dovrebbe anche essere un movente di riflessione e di stimolo per il rilancio della valle. Ripiegare su se stessi equivale ad ancorare l'area non solo allo status quo ma abbando­narla a un inevitabile e continuo arretramento.
Se vogliamo che il potenziale naturale e paesaggistico del ter­ritorio diventi fonte di incremento economico, se vogliamo riattivare le strutture alberghiere e avvantaggiare l'alta Val Trebbia dal punto di vista sociale e produttivo, a costo di essere monotono e ripetitivo, ribadisco la necessità incalzante di concludere la rettifica della 45.
Sul versante Piacentino si è letteralmente ignorato il tratto compreso tra San Salvatore e Valsigiara, il cosiddetto muro che frena e impedisce la crescita dell'alta valle. Pertanto rivolgo, anche a nome dei 1500 cittadini che hanno firmato a favore del rinnovamento della SS45, un caldo appello all'Amministrazione Provinciale e alla Comunità Montana affinché prendano atto della pericolosità che rappresenta il tragitto di cui sopra e ad agire di conseguenza.
Nel contempo mi auguro che l'Anas si convinca che con i soli rappezzi e rattoppi non si pone in piena sicurezza il tratto più scabroso della 45. Soltanto ricorrendo a una riqualificazione integrale del percorso potremmo fruire di un nastro stradale sciolto e sicuro. Togliere tale barriera equivarrebbe a compiere un'opera di civiltà che aprirebbe sicuramente un varco sul futuro della Val Trebbia.

Raffaele Raffo

(Articolo tratto dal N° 19 del 17/05/2012 del settimanale “La Trebbia”)

 

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