| La “Via del mare”, quasi una nuova frontiera |
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| Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province | |||
| Scritto da Antonella lenti | |||
| Lunedì 31 Maggio 2010 00:00 | |||
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Come una nuova frontiera, la Via del mare e, ancora più, la Via degli Abati (ha Bobbio come suo fulcro e collega le province di Parma e Piacenza) sono i contorni di un profilo turistico che per la provincia di Piacenza è di là da venire e che mette al centro un sistema sentieristico ciclopedonale per la valorizzazione dell'appennino, ma anche delle tradizioni e dei prodotti di cui i territori di montagna sono ricchi. «E' un percorso interessante che ci coinvolge in modo particolare - spiega l'assessore provinciale al turismo Maurizio Parma -interessante per noi sia dal punto di vista storico sia da quello turistico e sono sempre di più gli appassionati che intrecciano storia, cultura, gastronomia e turismo. E, tra l'altro, abbiamo molte carte da giocare, soprattutto con Bobbio che storicamente ha rappresentato un punto di riferimento importante tanto che lì passavano le vie del mare e degli abati». La "Via del mare" è l'ultima nata e sul progetto punta in particolare la provincia di Pavia anche in vista dell'esposizione internazionale a Milano del 2015, prevede una collaborazione stretta tra enti diversi, Province e Regioni e l'assessore Parma conferma: «Questo progetto rappresenta una delle possibili collaborazioni con la Provincia di Pavia che abbiamo avviato nelle scorse settimane». Ma cosa s'intende nello specifico per Via del mare? Molto convinto della bontà del progetto si dice uno dei promotori il presidente genovese del parco dell'Antola Roberto Costa. E già i lavori sono avanzati, infatti è del giugno scorso la stesura del protocollo d'intesa (inserito nel periodo di cambio dell'amministrazione provinciale) che regolerà i rapporti tra i diversi enti per la gestione del progetto una volta sottoscritto da tutti. Ne fanno parte, come si diceva, le Province di Pavia, Milano, Piacenza, Alessandria e Genova, ma anche gli enti parco esistenti da quello della Valle del Ticino in Lombardia, al parco regionale dell'Antola che comprende i territori liguri al confine con il Piacentino fino al parco naturale di Portofino. Ed è dal l'intersecarsi di questi due progetti (parco dell'Antola e di Portofino in particolare) che si è aperta una prospettiva più ampia con l'obiettivo di inglobare altre aree limitrofe per mettere a sistema un territorio che, insieme, può valorizzare «il "corridoio" territoriale e turistico che costituisce il sistema integrato dalla pianura al mare», si sottolinea nelle priorità alla base del protocollo suddetto. Non si inventa nulla - specifica il presidente del parco dell'Antola - visto che il percorso naturale è già tracciato. Si tratta di intervenire per sistemarlo e attrezzarlo con la cartellonistica, con aree di sosta, per esempio. E se quella che può essere considerata come "l'autostrada" delle quattro province è già tracciata ai territori, ai comuni che vorranno convergere si chiede sia l'impegno a realizzare i sentieri di collegamento e soprattutto di programmarne la sistematica manutenzione. Assunzione di responsabilità diretta per evitare il degrado dell'incuria. Aspetto fondamentale, rimarca Costa. L'idea della Via del mare - spiega - è nata dalla sovrapposizione di due ipotesi messe in cantiere in parallelo: quella che Pavia aveva chiamato la Via verde e il collegamento tra i parchi dell'Antola e di Portofino su cui si sono attivati fondi dalla Regione Liguria. Per caso si sono incontrate le due progettualità - prosegue - e da qui è nata l'idea di allargare il progetto anche alle zone del Piacentino e dell'Alessandrino che possono rappresentare altre porte d'accesso dalla pianura al mare con il coinvolgimento anche di Milano. Una strada sicura per valorizzare al meglio il crinale appenninico e che per Piacenza investe due zone la Valtrebbia (monte Alfeo e monte Lesima), naturalmente, ma anche la Valtidone. Per far emergere il progetto che sposa una nuova idea di turismo, il segreto sarà quello della promozione. «E' qui - dice Costa- che l'unione d'intenti delle Province e delle Regioni aderenti dovrà uscir fuori con forza. In sostanza l'itinerario si svilupperà con i modi e i tempi che le singole Province o realtà decideranno, ma la promozione dovrà essere fatta insieme». L'unione fa la forza anche sulla via del mare.
Antonella Lenti
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