Contributi alle aziende turistiche montane dell’Oltrepo Pavese PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Mattia Tanzi   
Giovedì 21 Maggio 2020 21:31

Agriturismo

Contributi in arrivo alle aziende del settore turistico che intendono investire o aprire nuove attività. La Regione Lombardia ha predisposto un nuovo intervento per il territorio dell'Oltrepò pavese e dell’Appennino Lombardo con la riapertura del Bando che aiuta le start up e mette a disposizione ulteriori 316 mila euro dei fondi del Programma Operativo Regionale - Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020.
Si potranno presentare le domande fino alle ore 17 del prossimo 4 giugno attraverso la piattaforma informativa "Bandi on line" della Regione. Potranno accedere ai fondi le aziende che operano nei comuni di Bagnaria, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pre-gola, Fortunago, Menconico, Montesegale, Ponte Nizza, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Val di Nizza, Colli Verdi, Varzi e Zavattarello.
«La stretta collaborazione tra Regione Lombardia, in questa occasione grazie alla sensibilità e dell'assessore Mattinzoli, e la Comunità Montana dell’Oltrepò pavese, ancora una volta, ci permette di raggiungere velocemente un risultato garantendo un sostegno concreto alle nuove imprese, ai nuovi professionisti e ad aspiranti imprenditori. - afferma Giovanni Palli presidente dell'ente montano - La riapertura della misura a sostegno delle start up d'impresa in Alto Oltrepò rappresenta un primo importante segnale per ripartire e continuare il percorso di sviluppo dell'area interna appennino lombarda in uno scenario drammaticamente stravolto dall’emergenza sanitaria e socio-economica. Tale misura, infatti, permetterà di sostenere le nuove attività avviate da non più di 24 mesi e di dar forza a chi intende sviluppare nuove idee imprenditoriali».
Gli interventi finanziabili possono prevedere spese per acquisto di beni strumentali, nuovo personale, opere edili e murarie, progettazione e direzione lavori, hardware e software, beni immateriali, consulenze, scorte e spese generali. Si tratta di un contributo a fondo perduto del 50% per un investimento minimo di 15 mila euro (contributo massimo concedibile 80.000 mila euro).

Mattia Tanzi

(Articolo tratto dal N° 17 del 21/05/2020 del settimanale “La Trebbia”)


 

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