Sarà un 25 aprile di ricostruzione PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Fulvio Fulvi   
Giovedì 23 Aprile 2020 15:08

25 aprile

La festa della Liberazione ai tempi del Covid-19 cambia volto

Per la prima volta nella storia dell’Italia il “25 aprile” non sarà una festa in corteo, con bandiere, striscioni e canti nelle strade delle città. Non si terranno comizi nelle piazze. Niente assembramenti, per l’isolamento a cui saremo – probabilmente – ancora costretti per sconfiggere definitivamente il coronavirus.
Eppure, mai come oggi c’è bisogno di un momento di unità del Paese in vista di quella ricostruzione morale, economica e sociale che si renderà necessaria dopo l’emergenza planetaria della pandemia dagli effetti devastanti. Ecco perché la festa della Liberazione in questo 75esimo anniversario avrà un valore diverso e forse più simbolico di tutte le altre.
Il messaggio di libertà del 25 aprile 2020 passerà, in tutto il Paese, e non solo nella “capitale morale”, attraverso una “piazza virtuale”, un evento online e social che, supportato da diverse piattaforme digitali, avrà inizio alle 11 in punto: dopo l’inno nazionale interverranno la presidente dell’Anpi, Carla Federica Nespolo, la staffetta partigiana Maria Lisa Cinciari Rodano e Sara Diena, giovane studentessa di Libera.
Tre i temi che verranno affrontati, legati tutti al concetto di libertà e all’e-redità che ci ha lasciato la Resistenza, quella Costituzione repubblicana da applicare e rendere viva ogni giorno con l’azione politica e l’impegno sociale: si tratta della lotta al nemico invisibile rappresentato dal virus, delle diseguaglianze socio-economiche presenti e della questione ambientale. E questa sarà anche l’occasione per presentare il documento nel quale viene lanciata una raccolta di fondi a sostegno di Caritas e Croce Rossa, impegnate nell’opera di ricostruzione dell’Italia nell’emergenza coronavirus.
Nessuna organizzazione ha firmato l’iniziativa, ma singole persone che messe insieme e sullo stesso piano rivolgono un appello al Paese. Partiti, sindacati, associazioni, stavolta faranno un passo indietro. «Abbiamo bisogno più che mai di celebrare la nostra libertà – si legge nel documento dei 1.500 promotori – e nel momento in cui siamo costretti all’isolamento per combattere un nemico invisibile, in cui la distanza sociale ci rende un po’ più soli, possiamo e dobbiamo stringerci e sostenerci». «Sarà un 25 aprile di liberazione, forse il più grande dal dopoguerra», è l’auspicio degli organizzatori. L’assegnazione dei proventi raccolti, destinati a garantire un tetto e un pasto a chi non ce l’ha, sarà verificata da un comitato di garanti composto dall’economista Tito Boeri, dall’ex magistrato Giancarlo Caselli, dall’accademico Enrico Giovannini, dalla sindacalista Morena Piccinini e dal giurista Gustavo Zagrebelsky.

Fulvio Fulvi
  
 (Articolo tratto dal N° 13 del 23/04/2020 del settimanale “La Trebbia”)
 

 

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