L’area protetta tra Ebro e Chiappo ha un gestore: “Ora stop alle moto”. PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da www.giornale7.it   
Mercoledì 26 Giugno 2019 00:00

Monte Ebro

L’area protetta tra i monti Ebro e Chiappo, tra Val Borbera e Val Curone, ha un gestore e potrà essere finalmente tutelata. Il 16 maggio scorso, poco prima del voto per l’elezione del presidente della Regione, la giunta Chiamparino ha assegnato alle Aree Protette dell’Appennino Piemontese la gestione dell’area, sito della Rete Natura 2000 e denominata ufficialmente Zona di protezione speciale (zsc) IT1180025 “Dorsale Monte Ebro – Monte Chiappo”. L’area, situata tra i Comuni di Cabella Ligure e Fabbrica Curone, da sempre è “vittima” del transito di moto da enduro e quod e per questo tre anni fa varie associazioni (Cai, Wwf, Comitato per il territorio delle Quattro provincie, Progetto Ambiente, Comitato Viva Val Borbera Viva) aveva scritto alla Regione e al ministero dell’Ambiente per evidenziare i danni causati da varie attività, a cominciare “dall’assiduo transito di mezzi fuoristrada come moto da enduro e quad (con consistente danno alla cotica erbosa e innesco di fenomeni di degrado idrogeologico) e motoslitte, nella stagione invernale (con rilevante disturbo, tra l’altro, a una specie protetta come il lupo)”. Inoltre, “l’assenza di una corretta gestione delle praterie sommitali con fenomeni di sovrapascolo, sia per la durata della permanenza dei capi di bestiame sia per il loro numero che, probabilmente, eccede quello stabilito per un corretto carico in aree aventi quelle caratteristiche ambientali”.
Infine, anche “i sorvoli di velivoli effettuati a bassa quota, con problemi di compatibilità rispetto alla presenza di rapaci e avifauna in generale”. “Riteniamo che, dopo l’istituzione del Parco Naturale dell’Alta val Borbera – dice Paolo Ferraridel comitato per il territorio delle Quattro provincie -, la delega alle Aree protette dell’Appennino Piemontese possa rappresentare un ulteriore passo verso una gestione del territorio attenta alla salvaguardia delle caratteristiche ambientali e naturalistiche nell’ottica di una fruizione sostenibile che armonizzi le tradizionali attività agricole e pastorali con la frequentazione di escursionisti e amanti della natura, in un momento in cui il nostro territorio è al centro di vari progetti di valorizzazione turistico-naturalistica”. Ferrari auspica infine che anche il Corridoio ecologico che collega la Zona di protezione speciale dei monti Antola, Carmo, Legnà con la Dorsale Monte Ebro- Monte Chiappo “possa essere interessata da un’analoga gestione attiva se non dall’auspicato ampliamento della Zsc tra Cabella e Fabbrica Curone”. Il corridoio ecologico è quello della Val Gallina, interessato dal progetto di taglio de boschi e di creazione di piste presentato dalla società Il nocciolo di Alessandria per la produzione di pellet. La Regione a maggio aveva assegnato all’Appennino Piemontese anche la gestione del sito di importanza comunitaria delle Strette della Val Borbera. Ora l’ente necessita di assunzioni che la Regione ha autorizzato.

http://www.giornale7.it (26/06/2019)

 

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