Oltrepò Pavese - «Alle sagre di paese è permesso tutto, sono un ristoratore deluso» PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Marco Gallione   
Mercoledì 26 Giugno 2019 14:50

Sagra

"Egregio direttore, ho letto il Vostro articolo del mese di Aprile nel quale l’editorialista afferma che in un Oltrepò turisticamente disastrato, per fortuna che ci sono almeno le Pro Loco. Sono un ristoratore e la penso all’opposto, lo dico senza tanti giri di parole, mi lamento delle feste o sagre che dir si voglia. Voglio lamentarmi sì, perché io come i miei colleghi lavoro tutto l’anno per portare a casa la pagnotta.
Lavoro per mandare avanti la mia famiglia, e il mio lavoro è davvero pesante, specialmente in questo periodo difficile per tutti. Scrivo dalla valle Staffora, una valle che si sta ogni anno rattristando sempre di più, una valle difficile dove è difficile lavorare. Quando pensi che i mesi estivi ti possono tirare su le ossa, ecco arrivano le mitiche sagre dove ogni cosa è permessa.
È permesso fare lavorare minorenni fino a qualsiasi ora, è permesso non avere il bagno dei disabili, è permesso non avere gli indumenti idonei, è permesso non sapere e non applicare quotidianamente il manuale HACCP, è permesso non fare scontrini (tanto le feste non sono a fine di lucro!!!), è permesso non avere il pavimento antiscivolo nelle zone dove si cucina, è permesso non avere le zanzariere alle finestre, tanto si cucina all’aperto (!), ogni cosa è lecita.
Mi direte che la qualità paga sempre, alla lunga chi lavora bene viene ripagato. Credo non sia così, perchè in una zona dove ci sono 5 feste per fine settimana che durano ognuna alcuni  giorni consecutivi fa una media di 400-500 coperti, ai ristoranti non resta più un bacino d’utenza. Non sono contro alle feste in assoluto, ma che feste siano: con cotechini polenta e pane formaggio, con tanta musica e balli come da sempre fu! Noi dobbiamo applicare alla lettera tutte le norme, ed è giusto perchè si ha a che fare con le persone e con la loro salute. Ma questo concetto è applicabile a chiunque! lo so che il mio sfogo sarà un urlo nel vuoto, ma grazie comunque per l’attenzione».
Un ristoratore stanco.

Lettera firmata

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