Fortunago , un'équipe di archeologi dal 2011 sta riportando alla luce tracce di un passato ormai dimenticato PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Il Periodico News   
Mercoledì 29 Agosto 2018 13:11

Scavi a Fortunago

All'interno del territorio del Comune di Fortunago un'équipe di archeologi dal 2011 sta riportando alla luce tracce di un passato ormai dimenticato.
Strutture murarie in pietra, un'imponente cinta di fortificazione, una cisterna in laterizi e frammenti di ceramica da tavola, oggetti legati alla vita quotidiana, confermano l'esistenza di un abitato fortificato sulla collina di Monte Picco.
Questo luogo è rimasto per decenni nascosto dalla vegetazione, ma grazie alla passione e all'interesse della famiglia Tamini, proprietaria dell’area, ha ripreso vita. Su segnalazione del sindaco di Fortunago, P.A. Lanfranchi, collaboratori e studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, diretti dalla prof.ssa S. Lusuardi Siena (Cattedra di Archeologia Medievale), in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Pavia, sono impegnati in un progetto scientifico senza precedenti in Oltrepò.
Monte Picco è noto dai documenti scritti a partire dal 1028 e risulta appartenente al patrimonio di note famiglie nobili del territorio, compresi i Malaspina.
Il sito conserva resti di una lunga frequentazione dalla Preistoria agli inizi del Novecento: fino a questo momento la ricerca archeologica ha indagato depositi a partire dall'età bassomedievale.
Sono state rinvenute tracce di due cinte murarie in pietra squadrata databili al XII-XIII secolo, una più esterna con funzione difensiva, una più interna a delimitazione della parte sommitale dell'altura.
Sono state inoltre individuate strutture riconducibili alla divisione interna dell'abitato, compresa una monumentale cisterna in laterizi trecentesca, poi trasformata in ghiacciaia, segno della presenza di una comunità abbastanza numerosa sulla collina.
Tra i materiali recuperati si segnalano in particolare una punta di freccia e una lama di ascia in pietra verde del Neolitico, indizi di una storia più antica del sito, inoltre frammenti di pentolame da fuoco e di ceramica graffita di produzione padana, databili a partire dal XIV secolo, oltre a frammenti vitrei e oggetti metallici.
Nonostante lo studio dei dati sia ancora in corso, Monte Picco si presenta come un'irrinunciabile opportunità di conoscenza delle dinamiche insediative dell'Oltrepò pavese a partire dall'epoca medievale fino ai primi decenni del Novecento.

https://ilperiodiconews.it

 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information