L’Appennino Piemontese tutelerà l’ambiente dall’Acquese fino alle vette della Val Curone PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da www.giornale7.it   
Lunedì 23 Aprile 2018 00:00

Monte Ebro

Dall’Acquese alla Val Curone: le Aree protette dell’Appennino Piemontese gestiranno siti di importanza comunitaria (sic) e Parchi lungo tutto l’arco appenninico alessandrino. Il Consiglio dell’ente ha infatti approvato la proposta della Regione di gestire altri quattro tra sic e zone di protezione speciale (zps), i primi dedicati a proteggere particolari specie di piante e animali e singoli habitat, le seconde dedicate ai volatili. Dei “quasi parchi” che si aggiungono allo “storico” Parco Capanne di Marcarolo, con il relativo e omonimo sic, di poco più vasto dell’area protetta tra Val Lemme e Ovadese, alla Riserva naturale del Neirone, a Gavi, e al sic dei monti Antola, Carmo e Legnà a Carrega, dove dall’autunno sarà istituito dalla Regione il Parco dell’Alta Val Borbera. Le quattro nuove aree istituite dall’Unione europea e che saranno gestite dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese sono il sic Langhe di Spigno, tra Merana, Spigno Monferrato e i Comuni astigiani di Mombaldone, Roccaverano e Serole, caratterizzato da prati e calanchi, vivono serpenti poco diffusi in Piemonte, come il saettone e la natrice tassellata, o la luscengola, tipicamente mediterranea; il sic Bacino del rio Miseria, tra Ponzone e Pareto, sempre nell’Acquese, dove cresce una rara quercia sempreverde, la Quercus crenata, e vive, tra gli altri, la rana ridibonda, di origine balcanica; in val Borbera il sic delle Strette del Borbera, tra Borghetto, Cantalupo, Grondona, Roccaforte e Rocchetta, che comprende il caratteristico canyon dove vivono dodici specie di volatili tutelati, tra cui il succiacapre, la calandrella e l’ortolano, oltre a otto specie di pesci e al gambero di fiume; la zps dei monti Ebro e Chiappo, tra Cabella e Fabbrica Curone, quindi tra Val Borbera e Val Curone, dove sono state segnalate oltre ottanta specie di uccelli, sedici dei quali protetti ma soprattutto qui transita una delle principali rotte migratorie di rapaci e altre specie. Le Aree protette dell’Appennino Piemontese nei mesi scorsi hanno ottenuto dalla Regione i fondi per assumere, per ora solo a tempo determinato, sette nuovi dipendenti: quattro guardiaparco, un responsabile della comunicazione e un esecutore tecnico, tutti per un anno, e un impiegato amministrativo per sei mesi. Obiettivo dell’amministrazione è far sì che la maggior parte di costoro possano essere confermati nell’organico dell’ente in vista delle nuove aree da gestire.

Giampiero Carbone

http://www.giornale7.it (La fotografia del monte Ebro è di Giacomo Turco)

 

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