Pradelle: Tutto quello che è stato fatto è frutto del lavoro degli abitanti delle seconde case PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Il Periodico News   
Mercoledì 08 Novembre 2017 10:37

PradellePradelle è una località dell'alto Oltrepò Pavese nel territorio di Zavattarello a circa 760 metri sul livello del mare e come tante altre piccole frazioni di Zavattarello è collocata in un luogo panoramico e pittoresco. Paese dalla vocazione prettamente agricola, il tempo pare essersi fermato qui e chiudendo gli occhi si può facilmente immaginare come la vita si svolgesse in passato. Ad oggi la frazione nel periodo invernale è pressoché deserta ma si ripopola in estate grazie agli abitanti delle seconde case. Abbiamo incontrato, il signor Silvano Perelli, nato e cresciuto a Pradelle, il quale fa parte di quel gruppo di proprietari di seconde case che in estate ritornano e riportano linfa nella graziosa frazione "addormentata".

Perelli come mai, a suo tempo, è andato via da Pradelle?

"Nella frazione, intorno agli anni '70 erano rimaste circa cinque famiglie che poi si sono spostate per motivi lavorativi. Anche io verso i tredici anni mi sono trasferito insieme alla mia famiglia ma ho continuato a lavorare per un po' di tempo lì, poi verso i diciotto anni mi sono spostato a Pontecurone".

Che ricordi ha della sua infanzia a Pradelle?

"Io ero l'unico ragazzino della frazione ma spesso durante il giorno mi trovavo con i miei cuginetti che si erano da tempo trasferiti in un'altra frazione poco più in là, sopra Zavattarello, ma che venivano insieme ai genitori a Pradelle per curare i campi di proprietà della famiglia. Ogni giorno, per poter studiare dovevo percorrere cinque chilometri e recarmi nell'unica scuola più vicina, a Zavattarello ed in inverno, quando nevicava e non era possibile rientrare mi fermavo dai miei cugini che abitavano lì.
A Pradelle, inoltre, non c'erano negozi e per fare la spesa ci si recava sempre a Zavattarello, di solito la domenica o il lunedì. Alla carne ed al pane, invece, si provvedeva a casa. Ricordo ancora il profumo del buonissimo pane che faceva mia madre, molto apprezzato anche dai vicini".

Intorno agli anni settanta,  le ultime famiglie residenti hanno definitivamente lasciato la frazione, qual è la storia della rinascita, anche se stagionale, di Pradelle?

"Per alcuni anni la frazione è rimasta poco più che deserta, senza alcun residente e visitata solo da chi vi si recava per il lavoro nei campi. Intorno alla seconda metà degli anni settanta è poi diventata meta di alcune famiglie milanesi che vi trascorrevano le proprie vacanze estive, al fresco. Le stesse, insieme ad altri 'vecchi' abitanti di Pradelle, hanno acquistato e ristrutturato alcune case e cascine che giacevano in stato di abbandono riportando pian piano alla rinascita della frazione.  Ad oggi tutto quello che è stato fatto per abbellire il posto è frutto del lavoro e dell'impegno degli abitanti delle seconde case".

Cosa avete fatto?

"Abbiamo per esempio restaurato la chiesetta grazie alle donazioni di alcuni proprietari ma anche di altre persone legate affettivamente alla frazione perché magari figli o nipoti di passati abitanti e che ancora ringraziamo per la loro disponibilità".

Tra le donazioni inizialmente c'era anche una parte di terreno attorno alla chiesetta che successivamente però è stata venduta, come mai?

"Sì, avevamo anche recintato e ripulito la zona oggetto della donazione per renderla così fruibile oltre che agli adulti anche ai bambini per permettere loro di giocare al sicuro ma è stato poi venduto. Ingenuamente, forse, ci siamo fidati di un semplice accordo verbale ma avevamo fretta di adoperarci con passione a rendere ancora più bella la nostra frazione, ed è andata così...".

Cosa avevate programmato per abbellire ancora di più il posto?

"Avevamo programmato, in futuro, di arricchirlo con panchine e tavoli dove potersi fermare anche per consumare una merenda all'aria aperta ed alcuni giochi per i più piccoli".

Ad oggi come è Pradelle?

"Ad oggi, la frazione, come le dicevo, è abitata esclusivamente in estate. Ci ritroviamo ogni anno in una decina di famiglie circa.
In passato organizzavamo anche tornei di scopa d'assi, con tanto di premiazione finale con coppe per i vincitori e cene a base di polenta. Oggi il momento di ritrovo principale è in occasione della festa della chiesetta, scandita dalla Santa Messa e da una festicciola con torte e panini, nello spirito della convivialità e dello stare insieme che da sempre ci contraddistingue".

Conserva un bellissimo ricordo dei festeggiamenti che si svolgono a fine luglio o nella prima settimana di agosto, anche Erica Achille, i cui nonni erano di Pradelle e che tutt'oggi vive a Zavattarello.

Erica, cosa ne pensa  della frazione di Pradelle?

“Pradelle è tenuta molto bene e mi rammarico del fatto che sia abitata solo in estate. In tutto il nostro territorio si avverte la necessità di creare i giusti presupposti per incentivare le persone a trasferirsi in questi luoghi: strade tenute meglio, costi degli  affitti meno onerosi e maggiori servizi per i cittadini”.

(Articolo tratto da Il Periodico News) (Fotografia di Fabio Broni)

 

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