Rischia la chiusura l'ospedale di Varzi PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Territorio delle Quattro Province
Scritto da Marco Gallione   
Giovedì 12 Dicembre 2013 22:28

Ospedale di Varzi

Chiude l'ospedale a Varzi: in val Curone i sindaci si mobilitano

In val Curone c'è  preoccupazione tra la popolazione per la ventilata chiusura dell'ospedale di Varzi, spesso fruito da un'utenza locale che vive al confine tra le valli Curone e Staffora e tra le provincie di Alessandria e Pavia. Per scongiurarne la chiusura, si muovono i sindaci del territorio: il sindaco di Volpedo Giancarlo Caldone comunica la sua “più piena solidarietà ai lavoratori e agli amministratori pubblici impegnati contro la chiusura del presidio ospedaliero. E' provato e innegabile l’utilizzo di questo centro ospedaliero da parte dei nostri abitanti e di quelli dei paesi dell’alta valle, come ad esempio Fabbrica Curone e Gremiasco, con le loro numerose frazioni confinanti con Varzi e Godiasco. Disponibile a qualsiasi forma di lotta comune che vorrete intraprendere, rivolgo un appello anche agli amministratori della mia valle affinchè si mobilitino contro questa decisione”. Caldone invierà una lettera all’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Ugo Cavallera e al presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi “affinchè si uniscano a difendere questa struttura sanitaria da sempre importante per le nostre valli, per chiedere di verificare, da parte delle Aziende Sanitarie di Pavia e Alessandria, la possibilità di una riorganizzazione di questo pspedale affinchè possa essere utilizzato stabilmente dai pazienti di provenienza alessandrina sia soprattutto per determinate patologie che costringono un abitante della Val Curone a raggiungere luoghi quali Ovada e Valenza: Tutto questo considerato che la maggioranza degli abitanti della Val Curone e della Valle Staffora sono per lo più anziani”.

Stefano Brocchetti - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. '; document.write( '' ); document.write( addy_text88460 ); document.write( '<\/a>' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

http://www.alessandrianews.it (12/12/2013)

Lo Stato pronto a tagliare cinque ospedali pavesi

I cinque ospedali pavesi con meno di 120 posti letto di nuovo “in bilico”, stavolta sul tavolo del ministero della Salute. Sarebbero stati inseriti, infatti, nel nuovo Patto per la salute che entro Natale il ministro Lorenzin intende discutere con le Regioni per poi inviarlo alla Gazzetta Ufficiale sotto forma di decreto. Il Carlo Mira di Casorate Primo, il San Martino di Mede, l’Asilo Vittoria di Mortara, il Santissima Annunziata di Varzi e il nuovo ospedale di Broni e Stradella compaiono nell’elenco di 175 strutture destinare alla chiusura o, nella migliore delle ipotesi, alla riconversione in servizi per la riabilitazione o per le lungodegenze. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera giura di non saperne nulla. «Non mi risulta – insiste –. Non si chiude niente qui in provincia di Pavia, circolano notizie infondate». Eppure gli ospedali nel mirino della lotta agli sprechi in sanità sono proprio quelli legati all’Azienda. «Non ne abbiamo notizia» ribadisce raggiunta al telefono.
Intanto di nuovo si alzano le barricate di amministratori locali e cittadini, pronto a scendere in piazza per difendere l’ospedale sotto casa. Che le strutture di piccole dimensioni, non attrezzate per l’emergenza, potessero finire sotto la mannaia del Governo e della Spending review era stato in qualche modo già vaticinato dal presidente dell’Ordine dei medici di Pavia, Giovanni Belloni. «Lo sto ripetendo da mesi – dice Belloni – che l’unica chance di sopravvivenza per i piccoli ospedali è la riconversione. C’è bisogno assoluto di strutture di accoglienza socio-assistenziale. La popolazione della nostra provincia, più delle altre, ha un’incidenza di over 65 elevata. Più di un terzo del totale. Vogliamo prenderne atto e adottare strategie per affrontare invecchiamento e patologie conseguenti?». Molto meno complessa la ratio che ha armato la mano del ministero, intenzionato a ridurre gli sprechi.
La lista in realtà sarebbe di 222 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto. Ma vengono sfilati dall’elenco i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico perché fanno ricerca traslazionale (dal laboratorio al reparto) e i centri per “post acuti” che servono ad accogliere chi, dopo le dimissioni, non è in grado di tornare a casa ma ha bisogno di cure meno intensive.
Salvate queste categorie il numero di ospedali a rischio chiusura scende a 175. E cinque si trovano in provincia di Pavia. In tutto oltre 12mila posti letto, in molti casi collocati in zone disagiate che finiscono così per rimanere sguarnite.
E’ il caso dell’ospedale SS. Annunziata di Varzi difeso con le unghie e con i denti dalla popolazione e dai sindaci della zona collinare. L’alta Valle Staffora dista più di 80 chilometri da Pavia. Sarebbe problematico - è la tesi su cui puntano gli abitanti e sindaci - non avere un ospedale intermedio in grado di prestare le prime cure, stabilizzare e mettere un paziente in grado di affrontare il viaggio verso centri più attrezzati. Per contro nei piccoli ospedali si rischia di non poter godere dei livelli adeguati di assistenza in caso di patologie gravi, come un infarto o un ictus cerebrale.
La partita finale, sulla chiusura o sulla conversione dei piccoli ospedali, si gioca comunque in Regione. Ieri l’assessore regionale alla Sanità, Mario Mantovani non è stato raggiungibile al telefono per tutta la giornata. Ma nei prossimi giorni la Regione Lombardia dovrà esprimersi sulla proposta di razionalizzazione dei servizi caldeggiata dal ministero.

http://laprovinciapavese.gelocal.it (09/12/2013)

Varzi, la valle Staffora in difesa dell’ospedale che rischia la chiusura

A Varzi non solo l’ospedale funziona, ma è anche l’unico presidio vicino in caso di incidenti. In questo ospedale - ricordano medici, sindacati e amministratori locali - si salvano le vite e si permette ai cittadini della valle Staffora di non essere degli oltrepadani di serie B. Il sindaco di Brallo e presidente della comunitià montana, Bruno Tagliani, spiega le ragioni della protesta.

http://laprovinciapavese.gelocal.it (09/12/2013)

Varzi, l’importanza dei piccoli ospedali sul territorio

Caro direttore, da molti anni abbiamo una casa nell’Oltrepo, appena possiamo scappiamo da Milano per andare nel nostro «paradiso». Domenica 30 giugno, dato che abbiamo ospite a Milano una cara amica che abita a Rapallo e il tempo si è ormai fatto caldo, le proponiamo di andare nella nostra casa di campagna per godere del fresco della collina, di buonora ci mettiamo in macchina e pensiamo di andare a mangiare a Varzi che è tanto carino… dove c’è quel baretto… dove sono tanto gentili…. Ci sediamo in piazza, mangiamo, beviamo un po’ di vino freddo, chiacchieriamo con degli amici che incontriamo… insomma una domenica tranquilla…. Alle 16 ci dirigiamo alla macchina. Improvvisamente succede l’inferno: la mia amica rantola, non respira più! Per fortuna mi ricordo che a Varzi c’è l’ospedale, ci siamo stati aolte per una distorsione a un piede, una spalla contusa: piccole cose di pronto soccorso. A tutta velocità ci dirigiamo all’ospedale. Entro e chiedo aiuto. Sono già pronti aspettano con la sedia a rotelle, Velleda, la mia amica è immediatamente soccorsa, ossigeno, cortisone in vena, tranquillante nella feboclisi, aerosol nella maschera. Il dottor Jordan è molto giovane ma è molto sicuro di quello che fa. All’ospedale Sacco a Milano, dove ahimé saremo nuovamente costrette ad andare sempre in codice giallo il martedì mattina, e dove riscontreranno una polmonite dovuta a un virus, non avrebbero saputo fare meglio. Alle 21 finalmente saliamo in macchina per tornare a casa, sino all’ultimo hanno provato l’ossigeno nel sangue, con molte raccomandazioni il dottore e gli infermieri ci salutano affettuosamente, la mia amica è viva! Non saremmo stati in grado di raggiungere Voghera. Per fortuna c’è l’ospedale di Varzi. Abbiamo saputo che lo vogliono chiudere. Vale la pena di tenerlo aperto, fosse anche per salvare una sola vita. Grazie dottore, grazie angeli infermieri, grazie Varzi. Mariagioia Molinaro Velleda Bavastro La necessità di risparmiare fa sicuramente a pugni con l’esigenza di tenere presìdi medici veri sul territorio. E un ospedale lo è. Il suo racconto vale certamente più di mille appelli. Speriamo bene. Per Varzi. E non solo.

http://fiorani-pavia.blogautore.repubblica.it (10/07/2013)

 

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