Torna a suonare l'organo della Chiesa Parrocchiale di Rovegno PDF Stampa E-mail
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Rassegna stampa - Rovegno
Scritto da M. Francesca Caglione   
Giovedì 09 Luglio 2009 00:00

Grazie ad un'accurata opera di manutenzione è tornato agli antichi splen­dori l'organo a canne con­servato nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista di Rovegno, che, coperto da una fitta coltre di polvere, da tanto tempo attendeva una revisione che permet­tesse di tornare a far udire il suo magnifico suono. Il parroco Don Giacomo Ferraglio è riuscito a portare a compimento un lavoro che da anni attendeva di essere eseguito, e che ora restitui­sce alla Parrocchia una vera opera d'arte, "riscoperta" grazie ad un intervento che ha esaltato le caratteristiche timbriche dell'organo con grande sorpresa ed entu­siasmo di tutti.

Lo strumento è opera di Bortolo Pansera, famoso organaro di Romano di Lombardia che lo costruì nel 1876; si tratta di un organo completamente meccanico, formato da una tastiera di 58 tasti placcati con avorio ed ebano, da una pedaliera di 24 pedali, e da poco più di mille e cento canne in metallo e in legno che nel loro insieme danno vita agli splendidi registri dei quali è dotato lo stru­mento; tali registri, tutti divisi in bassi e soprani, rispecchiano appieno l'ottica ottocentesca dell'or­gano imitante l'orchestra, e permettono allo strumento di poter essere utilizzato con soddisfazione sia nelle celebrazioni liturgiche che in contesti concertistici.

La revisione ha riguar­dato principalmente lo smontaggio del canneggio, la pulizia di ogni singolo tubo sonoro con partico­lare riguardo ai registri ad ancia, la registrazione delle meccaniche e l'accordatura delle canne, operazione fondamentale per ridare al suono dello strumento la pienezza e la maestosità perdutesi nel corso degli anni.

L'intervento è stato com­piuto con accuratezza e perizia dalla Ditta M. Elice di Genova, che da tanti anni si impegna sul fronte della salvaguardia degli antichi organi a canne presenti sul territorio nazionale e più in generale per il recupero degli strumenti a tastiera d'epoca, costruendo copie di strumenti originali e realizzando anche piccoli organi da studio e per concerti di musica antica.
Un sentito "grazie!" a Don Giacomo e a tutti coloro che hanno contri­buito alla piena riuscita di questo splendido lavoro!

M. Francesca Caglione

(Articolo tratto dal N° 26 del 9 luglio 2009 del settimanale La Trebbia)

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