Pansoti di Rovegno al sugo di nocciole PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Rovegno
Scritto da Il Secolo XIX   
Mercoledì 06 Settembre 2017 00:00

Luca e Laura

Luca Pirrello e Laura Cambiaso un bel giorno di nove anni fa hanno preso armi e bagagli, salutato amici e parenti, chiuso l'appartamento di via Vesuvio in Oregina e deciso di cambiare vita, ma per farlo non hanno dovuto percorrere migliaia di chilometri. È bastato fare una cinquantina di chilometri della statale 45 della Valtrebbia, scollinare oltre la galleria della Beccassa e svoltare all'incrocio per Rovegno. E' qui che con i loro tre figli piccoli hanno anche cambiato lavoro, diventando titolari di un ristorante che è diventato un piccolo traino per l'economia del paese.
Non il solo, come spiega Pinuccio lsola, sindaco e tifoso di tutti quelli che credono nel suo paese: «Qui abbiamo un bel campeggio, tanti locali, boschi puliti, una piscina che vorremmo coprire e fare diventare una spa. E tante ma tante idee». Una di quelle vincenti è appunto venuta a Luca e Laura.«ll prodotto principe del territorio è la nocciola, che nasce spontanea e anche in quest'estate secca ha resistito. Perciò l'abbiamo trattata non per fare un dolcetto o un biscotto, ma un sugo di nocciola. Ci condiamo trofìe e pansoti». Il successo è arrivato in un batter d'occhio, anche perché
oltre al sugo di nocciola, i due emigranti in Val Trebbia propongono tanti altri piatti del territorio. Possibilmente di produttori locali: dal formaggio ai dolci, dall'orto alla frutta. E poi chicche gastronomiche come la ricotta che qui si chiama sarazzo e che è diventata la base di un dolcetto sontuoso come la sarazzina (altra invenzione), o lo stracotto, i ravioli con le erbette della vallata che sono ben diverse da quelle della riviera celebrate all'interno dei pansoti.
«Questa è una terra difficile ma bellissima, dove si vive bene e si produce ancora meglio - aggiunge Pirrello, che ha anche il pallino per i social, invia una newsletter settimanale ai clienti e ha il piglio del manager - certo non è tutto rose e fiori, ma dopo tanti anni non ci pensiamo a tornare a Genova». I figli vanno a scuola in paese dove esiste la prima sezione multiclasse d'Italia: «Fu il ministro Berlinguer a volerla come esempio e da allora se ne sono costruite altre. Per i paesi come il nostro la scuola è una salvezza», aggiunge il sindaco. «I nostri fìgli sono felici di vivere qui - aggiungono i genitori chef- ci danno una mano, vanno a scuola, studiano e hanno una libertà che in città non esiste. Credetemi quella che può sembrare una scelta un po' folle è stata la decisione migliore della nostra vita».

Edoardo Meoli

(Articolo tratto da Il Secolo XIX)

 

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