Rovegno ricorda i suoi combattenti caduti nelle grandi guerre PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Rovegno
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 02 Dicembre 2010 00:00
Una fase della commemorazione

Il 6 novembre la Comunità di Rovegno ha commemorato i 5uoi Caduti delle due Grandi Guerre. Con la partecipazione dei cittadini e della Giunta comunale al completo, alle ore 10,30 il corteo si è diretto con la corona di alloro e il gonfalone portato dall'Ispettore Tonino Poggi dal palazzo comunale alla Chiesa parrocchiale di 5. Giovanni Evangelista dove il Parroco don Giacomo Ferraglio ha officiato la Messa solenne. Erano presenti i bambini della scuola materna comunale accompagnati dalla maestra, l'assistente con alcuni genitori. Al termine della celebrazione il corteo si è diretto verso la piazza comunale. Al suono delle note del "Piave" seguito   dal   "Silenzio fuori ordinanza" e dall'"Inno di Mameli" il Sindaco dott. Giuseppe Isola deposta la corona al "Monumento dei Caduti" si è rivolto ai partecipanti ricordando con calore e commozione tutti i nostri caduti ma, unendosi alle parole di don Ferraglio, esprimendo forte indignazione per l'assenza degli allievi della scuola Elementare e Media alla 5. Messa perché a loro è stato concesso solo di partecipare alla cerimonia in piazza.
Si è proceduti all'appello dei caduti e degli invalidi e alla benedizione della "Scala della Rimembranza" che l'Amministrazione comunale ha voluto creare anche in occasione e ricordo del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Posta all'interno  dell'edificio comunale è costituita da 60 croci di legno recanti ciascuna il cognome e il nome di ogni caduto. "Non abbiamo dubbi che i nostri concittadini caduti nell'adempimento del loro dovere di difensori della Patria, della Democrazia e della Libertà" ha ricordato il Sindaco "fossero non solo dei buoni soldati ma soprattutto uomini profondamente legati al loro credo cristiano e, per tutti Loro ma soprattutto per i Dispersi abbiamo ritenuto giusto dare una croce che li ricordi e testimoni ai posteri il sacrifìcio."

Articolo tratto dal N°42 del 02/12/2010 del settimanale “La Trebbia”

 

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